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Genova 2017

Da “perfetto sconosciuto” ad outsider delle prossime comunali: chi è Marco Mori

Avvocato rapallese, costituzionalista, segretario nazionale di Riscossa Italia: tra le idee, l'abolizione dei patti di stabilità e la creazione di una moneta alternativa locale

Genova. Tra le frecce al suo arco non c’è quella della diplomazia – e sembra andarne piuttosto fiero – se uno dei suoi post su Facebook maggiormente condivisi è quello in cui afferma: “Se fossi sindaco, alzerei il telefono, chiamerei Gentiloni e lo manderei a fan*^°o!”.

Lo farebbe, se si trattasse di lottare contro il patto di stabilità, Marco Mori, 38 anni, avvocato con uno studio a Rapallo, dove vive, e uno a Cornigliano, è il candidato sindaco di Riscossa Italia. Una candidatura annunciata con largo anticipo, nell’ottobre scorso (dalla senatrice Paola De Pin, quando il movimento si chiamava Alternativa per l’Italia) e che poi è stata soffocata dalla presenza mediatica di altri, più noti, candidati.

Il punto di debolezza, ma forse anche quello di forza, di Marco Mori è il suo essere un perfetto sconosciuto. “Marco Mori chi?!” sarà la reazione della maggior parte delle persone a cui farete il suo nome, per strada, al lavoro, a casa.

Eppure il suo profilo è di significativo interesse. E non per pochi, visto che l’avvocato spiega di avere già raccolto, e senza fatica, le firme necessarie per presentarsi ufficialmente ai blocchi di partenza. Difesa della Costituzione e lotta alla supremazia delle banche: questi i punti chiavi della campagna di Riscossa Italia e del suo candidato.

Che piace, ora, a quegli ex Movimento 5 Stelle che hanno salutato positivamente la spaccatura successiva al caos Comunarie, ma che hanno deciso di non riconoscersi né in Luca Pirondini, né in Paolo Putti, ne tantomeno in Marika Cassimatis. Con questo tipo di platea Mori ha già avviato una serie di contatti. Non solo. Tra le possibili alleanze, se non su un fronte politico almeno su quello della condivisione di idee, con la rete locale del Coemm, l’autodefinito Comitato etico per un mondo migliore, associazione no profit molto discussa fondata da Maurizio Sarlo e di cui abbiamo scritto in questo articolo.

Mori, autore del libro “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”, ha idee che vanno oltre la specificità genovese (forse troppo?): la creazione di una “moneta complementare locale, fino a che l’Italia non torni alla propria moneta”, il ripristino nel Paese della legalità costituzionale, contro il “regime violento della finanza internazionale, tutelato dall’Unione Europea”. Propone però anche la “messa in sicurezza della città a tutti i livelli e a prescindere da ogni disponibilità di cassa”, il rigetto “dell’insensata politica dell’accensione di prestiti da parte dell’amministrazione comunale”, ma anche una moratoria agli sfratti e ai pignoramenti immobiliari e assistenza a tutti coloro che sono privi di vitto ed alloggio.

Con quali soldi? Innanzitutto chiedendo l’abolizione del patto di stabilità (il motivo per cui Mori manderebbe a quel paese il presidente del consiglio).

“Se i genovesi avranno coraggio, da qui inizieremo la liberazione dalla dittatura finanziaria”, uno degli slogan preferiti dal candidato sindaco. Il programma per Genova – si legge sul suo sito internet pesonale – è dunque un programma di rottura completa, ad altissimo rischio di conseguenze personali se dovessi davvero divenire sindaco della città. Non prederò per i fondelli i genovesi, a cui invece spiegherò l’unica linea possibile: unirsi e lottare contro Bruxelles ed i poteri finanziari sovranazionali”.

Nei prossimi giorni Riscossa Italia – dove Ris.Cos.Sa è acronimo di Ristabilire la Costituzione Salvandoci – organizzeranno incontri e conferenze sul territorio genovese per raccontare ai potenziali elettori le loro idee e raccogliere istanze di vario tipo.