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Minniti a Genova, operatori e militanti in piazza: “No a leggi che creano cittadini di serie B”

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Genova. “Quando il gioco si fa duro abbiamo imparato in questi anni che il centro sinistra comincia a giocare contro la povertà e le marginalità sociali, da un lato sulle frontiere con il decreto Minniti Orlando che considera lo straniero come un nemico da cui difendersi, dall’altro nelle città con le battaglie contro il degrado, i daspo urbani, gli sgomberi. E’ tutta una guerra alla povertà mentre la gente sta male per la crisi che ha come responsabili altri che non sono quelli a cui il ministro di centro sinistra Minniti fa la guerra”. Luca Oddone, operatore sociale, riassume così il senso del presidio convocato informalmente su Facebook due giorni fa e che ha portato in piazza una cinquantina tra operatori e militanti di sinistra.

presidio immigrazione contro minniti

“Tutto il decreto Minniti Orlando è l’inizio di un ciclo, più che la fine – è il parere del sociologo Emilio Quadrelli – è il mutamento di un paradigma di una normale dialettica nello stato di diritto con un insieme di dispositivi che introducono nel nostro mondo pratiche che i nostri paesi non avevano mai visto. Si rompe così sostanzialmente un patto sociale tra le classi che è andato avanti dal 1945 a oggi e apre una nuova fase che riattiva nei nostri mondo due categorie dei cittadini quelli di serie A e quelli di serie B”.

“L’assenza di diritti è sempre più forte – conferma Domenico Chionetti della comunità di San Benedetto – il comune di Genova sappiamo che non vuole Cie sui propri territori, altri Comuni li vogliono, il problema però sarebbe che tutti i comuni accogliessero in Liguria come nelle altre Regioni d’Italia però la sospensione dei diritti è sempre più forte, la compressione del diritto d’asilo con l’abolizione del secondo grado di giudizio per la protezione interazione dimostra che si vuole creare una legislazione di livello inferiore per i migranti, così come si chiede agli operatori sociali di diventare di fatto dei guardiani”.

“Minniti non ci può fermare. Il vento caldo contro la banalità del male”. Lo striscione è appoggiato in terra davanti alla stazione Brignole. La questura per l’arrivo del ministro aveva blindato completamente gli accessi alla sede dell’agenzia delle entrate in via Fiume con uomini, mezzi e transenne proprio per il timore di contestazioni. Ma se la contestazione è stata oggi a Genova soprattutto simbolica e silenziosa, la probabile conversione in legge del decreto apre sicuramente nuovi scenari dove non mancheranno neppure nuove proteste.