Incendio a Casella, il piccolo Giuseppe non ce l'ha fatta - Genova 24
Via mandelli

Incendio a Casella, il piccolo Giuseppe non ce l’ha fatta

Il padre resta in coma, la madre : "Scarsa manutenzione, abbiamo chiesto al proprietario di intervenire, ma inutilmente". Vallescrivia sotto shock

Genova. Quando è arrivato all’ospedale Gaslini, poco prima dell’alba di oggi, le sue condizioni era già disperate: un trauma cranico, altre contusioni, polmoni soffocati dal fumo respirato per troppi minuti. Già nel pomeriggio, però, si è iniziato a parlare di espianto degli organi. In tarda serata, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. Se arriveranno le autorizzazioni all’espianto, Giuseppe, 7 anni ancora da compiere, morto a causa dell’incendio che questa notte ha distrutto casa sua, aiuterà a vivere altri bambini come lui.

L’incendio. E’ divampato intorno alle 3 del mattino il rogo che ha interessato il secondo e ultimo piano di una palazzina in via Mandelli, nel centro storico di Casella – la via principale, quella della banca e dei negozi, in queste ore spettrale, con lo scheletro dell’edificio dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco – i pompieri sono intervenuti con più squadre e mezzi da Busalla e da Genova, ma al loro arrivo era già bruciato tutto.

Non solo. Era già accaduto il peggio. Ovvero, Alessio Fraietta, 49 anni, la moglie Enza Sansone, 50 anni, e il figlio Giuseppe, si erano lanciati dalla finestra per evitare di essere avvolti dalle fiamme.

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Il racconto. “Il padre ci ha prima lanciato da una finestra delle coperte da usare come telo. Poi ci ha lanciato il figlio. Ma il bambino e’ caduto per terra”. E’ la testimonianza di una ragazza fra le prime ad prestare soccorso alla famiglia prigioniera nella casa in fiamme a Casella. “Saranno state le 3.20. I pompieri e le ambulanze non erano ancora arrivati. Cosi’ insieme ad altri ragazzi abbiamo cercato di prestare i primi soccorsi”.

La ragazza, aggiunge: “Il padre e la madre si sono lanciati nel vuoto subito dopo perche’ e’ crollato il solaio della casa. Per fortuna si sono aggrappati ad una persiana e alle corde del bucato. Ma si sono fatti male perche’ hanno fatto un volo di circa 5 metri”.

Non hanno avuto scelta. “Sono arrivato sul luogo dell’incendio alle 3.31, in piena notte come faccio sempre visto che lavoro sino a tardi a Genova: davanti al palazzo in fiamme c’erano solo i ragazzi che hanno cercato di prendere il bambino lanciato dal padre. I vigili del fuoco e le ambulanze sono arrivati dieci minuti dopo…”. A parlare è un altro testimone, Riccardo Banchero, 45 anni, che abita a pochi metri dalla casa andata in fiamme. “Ho assistito al momento in cui il padre ha lanciato il figlio ai ragazzi sotto la finestra. Poi l’uomo e la moglie si sono buttati perché la casa stava crollando. Non hanno avuto scelta. Da tutte le finestre della palazzina uscivamo fiamme. Per alcuni minuti il bimbo e il padre e la mamma sono rimasti per terra senza che nessuno gli prestasse soccorso. Il bimbo era incosciente, come il papà, anch’egli esanime. E’ stato terribile vederli abbandonati così… si vedeva che anche l’uomo era grave perché aveva le gambe deformate dalle fratture”, aggiunge.

Le cause. Le indagini della sezione di Polizia Giudiziaria dei Vigili del Fuoco non hanno potuto accertare granché visto che l’edificio andato in fiamme in via Mandelli era completamente distrutto, almeno al secondo piano, ma gli stessi pompieri intervenuti hanno ipotizzato che il rogo si sia propagato a partire da una stufa a legna con cui la famiglia Fraietta, ieri notte (le temperature erano tornare a scendere sotto lo zero nell’entroterra), aveva deciso di scaldarsi.

“Mancava un’adeguata manutenzione”, così Enza Sansone, la madre, tuttora ricoverata per la frattura del bacino e agli arti nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, ha dichiarato nel pomeriggio: “Abbiamo chiesto al proprietario più volte di intervenire ma inutilmente”.

Alessio Fraietta è peggiorato. Si sono aggravate a causa di problemi circolatori agli arti inferiori e ustioni su 20% del corpo le condizioni di Alessio Fraietta, il padre della famiglia siciliana trasferita a Casella nel 2011. Fraietta, ricoverato all’ospedale Galliera di Genova, è stato trasferito in sala di rianimazione e, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico al bacino, è stato nuovamente riportato nelle sale operatorie per complicazioni cardiovascolari. L’uomo ha riportato le ustioni più gravi mentre alla finestra di casa aspettava i primi soccorritori a cui affidare il figlio, poi lanciato prima del crollo del solaio dell’abitazione. Fraietta dopo essersi aggrappato alla persiana è caduto nel vuoto da un’altezza di 5 metri.

La solidarietà corre in rete. A poche ore dall’incendio di via Mandelli, l’idea parte dal post sul gruppo Facebook “Sei di Casella se…” da parte di un cittadino della zona, Carlo Fusco.

“Sarebbe bello che il Comune potesse aprire un conto corrente presso una delle banche del paese e che noi compaesani potessimo versare una cifra non ridotta da spese bancarie valida come aiuto alla famiglia che ha subito questa disgrazia… siamo in 3.000, se ognuno di noi desse 10 €, sarebbero già 30.000”, scrive Carlo Fusco. Il sindaco di Casella Francesco Collossetti si è detto favorevole all’iniziativa di cui potrebbero beneficiare anche l’anziana e la coppia di fratelli residenti al primo piano della palazzina distrutta.

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