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Genova, Fp Cgil: “Servizi sociali allo sbando”

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Genova. I lavoratori dei servizi sociali genovesi denunciano l’attuale situazione di crisi. “La drammatica carenza del personale in relazione ai carichi di lavoro, il continuo turn over e ricorso continuo ai precari che contrastano con il principio di continuità assistenziale – si legge in una nota della Fp Cgil – Figure professionali in esaurimento a discapito dell’approccio multiprofessionale, scarsa definizione del ruolo dei collaboratori tecnici di area sociale, scarsa definizione del ruolo degli psicologi nel comune di Genova, integrazione sociosanitaria gravemente deficitaria”.

E ancora: “Grave scarsità di personale dedicato a minori stranieri e senza fissa dimora, aumento delle condizioni di rischio dei lavoratori e mancanza di tutela giuridica da parte dell’Ente, mancanza di risposte trasparenti alla cittadinanza, Crescente disimpegno nei confronti dell’area adulti in contrasto con l’aumento della crisi economica che colpisce tale fascia, Servizi offerti in un’ottica di risparmio a discapito della qualità degli interventi, Aumento insostenibile delle funzioni amministrative che derivano dal decentramento e dal trasferimento dal Distretto Sociosanitario, Mancanza di organizzazione e programmazione efficace e efficiente che, tenuto conto della già presente scarsità di risorse, non permette gli adempimenti degli obblighi di legge e un’ adeguatezza dei servizi a favore dell’utenza (doppia Direzione), Sedi inadeguate e insicure sia per gli operatori che per i cittadini, Mancanza di strumenti indispensabili per la Pubblica Amministrazione (carta, cancelleria, agende, carta igienica, e così via), inapplicabilità delle linee di indirizzo nazionale sulla presa in carico e sull’assistenza dell’utenza”.

“E’ evidente che dati tali problemi di personale ed organizzativi vi è meno possibilità di lavorare su interventi di prevenzione e riduzione del rischio, il che porta invariabilmente a una crescita dei costi per interventi “riparativi” e una crescita del disagio sociale, della disgregazione della comunità cittadina, della povertà, delle carenze educative, della difficoltà di inserimento e reinserimento sociale delle persone italiane e straniere. I servizi sociali rappresentano, come è noto, un investimento per tutta la collettività, e non una semplice spesa corrente. Si richiede per tanto il rinnovo e la stabilizzazione degli assistenti sociali precari, unite alle assunzioni legate allo scorrimento della graduatoria esistente come primo atto per una nuova politica dei servizi sociali e di tutto il personale che in questo settore vi lavora, mirata a creare le giuste condizioni lavorative che permettano di garantire e meglio attuare gli interventi e le prestazioni per la cittadinanza. Unitamente si richiede l’integrazione degli organici del personale amministrativo e degli educatori. E’ evidente che la politica sul personale attuata in questi anni ha prodotto precarietà lavorativa, carenza del personale e disorganizzazione dei servizi; ha influenzato la qualità e la quantità degli interventi sociali offerti alla popolazione, e ha fatto emergere il malcontento della cittadinanza espresso con sempre più frequenti episodi di violenza e aggressioni verbali e fisiche da parte dell’utenza verso gli operatori all’interno dei citati servizi facendo emergere il problema di insicurezza nel luogo di lavoro per le professioni interessate”, termina il sindacato.