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Genoa, vantaggio in “fumo”: passa il Chievo 1-2 risultati fotogallery

Genova. Quella che da tanti era considerata una partita abbordabile, con un Chievo salvo da tempo, si trasforma in una disfatta che peserà molto sul morale del Genoa. Finisce 1-2 e sono bastati 10 minuti per far sciogliere come neve al sole le poche certezze che nel primo tempo sembravano aver rassicurato l’ambiente. L’emblema di una situazione grottesca è proprio all’inizio del secondo tempo, con il Genoa in vantaggio: un inspiegabile lancio di fumogeni e bengala dalla Nord, che divide nuovamente i tifosi e ha l’effetto di spezzare le gambe ai giocatori in campo, a cui bastava evidentemente poco per crollare fisicamente e psicologicamente.

Primo tempo, Genoa in palla

Corteo pre-partita dei tifosi per festeggiare il rientro dei diffidati di Genoa-Siena e striscioni per Pietro Bottino “Lo squalo” morto in un incidente stradale, dopo la fuga dalla Rems di Pra’ (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Confermate le ipotesi della vigilia, con Rigoni a centrocampo e Pandev a ispirare alle spalle di Simeone.

Genoa subito in partita: al 2′ Pandev ispiratore, verticalizza per Lazovic, palla in mezzo, la difesa del Chievo un po’ in affanno rischia quasi l’autogol, con l’intervento provvidenziale di Depaoli.

Sono i rossoblù a condurre il gioco, l’atteggiamento della squadra è quello giusto: positivo e propositivo, senza paura.

Il Chievo riesce ad avvicinarsi in modo pericoloso dalle parti di Lamanna soltanto al 18′, è bravo Burdisso a togliere di testa, deviando leggermente, un cross destinato alla

Primo cambio obbligato al 19′ per il Chievo: fuori Dainelli, con qualche problema muscolare, per Spolli.

Il Genoa fa tutto bene sino al tiro, sono diverse le azioni corali, con scambi di prima e assist precisi, soprattutto funziona bene l’asse Laxalt-Palladino, manca giusto la conclusione decisiva, come accade al 25′ a Simeone: il tiro è sporco e si spegne a lato.

Le “uscite” del Chievo sono sporadiche e non troppo convinte, su una ripartenza ci vuole un mezzo errore di Lamanna e Burdisso, che non trattengono a dovere un cross di Birsa, riuscendo comunque a salvare in angolo. L’aiuto giusto per passare in vantaggio potrebbe essere il calcio di rigore abbastanza dubbio di Cesar su Pandev: Simeone però sbaglia tutto e spedisce ampiamente fuori dal dischetto (37′). Il Cholito prova a farsi perdonare con un bel colpo di testa al 42′ che termina di pochissimo sopra la traversa. Chi non sbaglia è Goran Pandev, che ha scelto il momento più provvidenziale per sbloccarsi: dopo la rete con la Lazio arriva il secondo gol in campionato quasi allo scadere del primo tempo: solo Laxalt, con la sua velocità, sarebbe potuto arrivare su un pallone destinato a spegnersi sul fondo, il centrocampista la mette in mezzo e Pandev anticipa Cesar, insaccando alle spalle di Sorrentino (43′).

Il secondo tempo, l’incubo si materializza

Si ricomincia senza cambi e con il Chievo che si vede respingere dalla barriera una punizione di Birsa da posizione interessante (47′). Il ritmo della partita è interrotto dai fumogeni rossoblù che rendono la visibilità impossibile. Pairetto è costretto a sospendere il gioco. Si riparte dopo poco, ma un lancio di bengala a pochi passi da Sorrentino costringe lo speaker a ricordare che c’è il rischio di sospensione definitiva. Il match, da quel momento, cambia decisamente, anche per l’atmosfera sugli spalti, con il resto dello stadio che fischia la Nord. Il Genoa corre di meno e il Chievo, senza fare niente di esaltante, trova prima il pareggio e poi il vantaggio.

E così la trama di un film che sembrava andare liscio verso un finale già scritto, diventa il peggiore degli incubi: al 60′ Samuel Bastien, classe 1996, sigla il primo gol in serie A, saltando su Munoz in uno stadio ancora scosso per l’inspiegabile lancio di fumogeni, dieci minuti dopo è Birsa a insaccare, indovinando lo stesso angolo del compagno su cross di Radovanovic.

Il Genoa prova a reagire e prima con Palladino al 76′ poi con Laxalt al 79′ sfiora il pareggio.

Juric, dopo aver inserito Hiljemark per Lazovic (77′), tenta la carta Pellegri (classe 2001) per Munoz e Ninkovic per Pandev (87′).

Sei i minuti di recupero concessi da Pairetto. Il Chievo resta in dieci per un fallaccio di Depaoli su Laxalt che gli costa il secondo giallo. Il Genoa però non riesce a imbastire nulla e arriva il fischio finale, con almeno un sospiro di sollievo vista la sconfitta dell’Empoli e il pareggio del Crotone.

Genoa-Chievo Verona 1-2

Reti: 43′ Pandev; 60′ Bastien; 70′ Birsa

Genoa: Lamanna, Munoz, Burdisso, Gentiletti, Lazovic (77′ Hiljemark), Veloso, Rigoni, Laxalt, Pandev, Simeone, Palladino.

A disposizione: Zima, Faccioli, Cofie, Beghetto, Orban, Brivio, Morosini, Pellegri, Cataldi, Ninkovic.

Allenatore: Juric

Chievo: Sorrentino, Depaoli, Dainelli (19′ Spolli), Cesar, Gobbi, Radovanovic, Castro, Izco, Bastien, Inglese (66′ Pellissier), Birsa (82′ De Guzman).

A disposizione: Bressan, Seculin, Gamberini, Gakpé, Frey, Cacciatore, Troiani, Kiyine.

Allenatore: Maran

Arbitro: Pairetto di Torino

Ammoniti: Laxalt (G); Radovanovic, Gobbi, Depaoli (C)

Espulso al 91′ Depaoli

Spettatori: 1.426 paganti , incasso 29.795, abbonati 18.041, quota gara 156.135 euro.