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Genoa a fondo: ne prende cinque dall’Atalanta di Gasperini risultati fotogallery

Genova. Difficile commentare questa sconfitta casalinga per 0-5. Una partita in cui il Genoa forse è stato in campo, come squadra, per 10 minuti, quelli iniziali. Poi si è scolto come neve al sole, dimostrando una confusione, anche mentale, non da poco. L’Atalanta passeggia sul cadavere di una squadra che non c’è più, con un allenatore che non sa più che pesci prendere, letteralmente (mandato a quel paese anche dalla gradinata). Ciò che si era rotto da tempo deflagra in tutta la sua potenza nella partita del ritorno di Gianpiero Gasperini al Ferraris.

Primo tempo, un disastro

Striscioni capovolti per protesta e un messaggio nella Nord: “Il Genoa non ha padroni, il Genoa è dei genoani” e poi una grande immagine del presidente Enrico Preziosi con il segno del divieto sul volto, ma anche un altro striscione “Se su donne e bambini alzate le mani non siete degni di esser genoani”.

All’ingresso in campo grande applauso per Gianpiero Gasperini, che stava per sbagliare lato di panchina. Preziosi si presenta, come annunciato, in un settore centrale della tribuna d’onore completamente vuoto, visto che lui stesso aveva invitato i parenti a non venire allo stadio.

Mandorlini schiera Rubinho tra i pali dal primo minuto, Izzo avanzato in mediana, Laxalt che fa più il quinto difensore che il centrocampista. Gentiletti titolare.

Prima occasione al 6′ per Rigoni: d’esterno dal limite dell’area, palla che si spegne a meno di 10 centimetri dal palo.

La difesa rinforzata del Genoa ha comunque qualche difficoltà a contrastare la vivacità di Spinazzola che spesso riesce a incunearsi senza troppi problemi.

Un lancio a scavalcare la difesa rossoblù da parte di Gomez, mette Kessiè davanti alla porta, il pallonetto è troppo lento e Munoz riesce a salvare i suoi, rinviando la sfera (15′).

Primo intervento di Rubinho al 23′: deviazione in angolo su tiro di Kessiè, favorito da un errore di Munoz. Il Genoa fatica anche a centrocampo, Rigoni è costretto alla trattenuta da giallo per arginare

Si vede che è una stagione maledetta, quando al 25′ Spinazzola recupera un pallone destinato al fallo laterale, cross in mezzo e Conti in rovesciata la mette dove Rubinho non può arrivare. Atalanta in vantaggio.

Notte fonda alla mezz’ora quando in area di rigore Burdisso ostacola Petagna, che cade in area. Per Gavillucci è rigore. Sul dischetto trasforma Papu Gomez: 0-2 pesantissimo.

Il Genoa non riesce a imbastire azioni degne di nota, i passaggi sembrano quasi fatti apposta per mettere in difficoltà il compagno (anche per il grande pressing dell’Atalanta a tutto campo), Mandorlini in panchina è quasi sconsolato.

Ripresa, ancora peggio

All’avvio della ripresa dentro Hiljemark per Gentiletti. È sempre l’Atalanta a far gioco, il Genoa sembra non essere in campo. Al 55′ deviazione di Rubinho sul palo su tiro di Kessiè.

Entra Morosini per Ntcham, fischiatissimo, al 56′.

I cori del pubblico, che per tutto il primo tempo hanno colpito soprattutto la dirigenza si sposta sulla squadra: “Vogliamo la primavera” è il coro meno offensivo. Gli 11 in campo sono allo sbando: Pinilla perde la testa al 60′: ammonito per un fallo su Berisha, manda platealmente a quel paese l’arbitro, che lo espelle.

Tre minuti dopo arriva il terzo gol degli ospiti: Kessiè per Kurtic che si invola sulla destra, cross in mezzo, palla che attraversa l’area e Gomez, sul secondo palo, insacca da due passi. La Nord decide di voltare le spalle al campo.

L’unica reazione degna di nota da parte del Genoa è al 65′: Simeone serve Laxalt, ma l’uruguaiano sbaglia il controllo e il tiro è troppo debole per impensierire Berisha.

Al 70′ Rubinho è l’unico a restare ancora in partita, dimostrando di avere ancora eccezionali riflessi tuffandosi per respingere il tiro di Kurtic, tutto solo, da pochi metri.

Ultimo cambio per Mandorlini: fuori un impalpabile Lazovic per Beghetto (72′).

Un fallo di Kessiè su Laxalt (ammonito), consente al Genoa di provare una conclusione su calcio piazzato: ci prova Morosini, la forza c’è, ma manca l’angolazione per impensierire Berisha.

Chi non sbaglia è invece Caldara, che insacca il quarto gol nel cuore dell’area rossoblù sfruttando un calcio d’angolo.

Primo cambio per l’Atalanta al 79′: out Conti, dentro D’Alessandro. Subito dopo ecco Grassi per Freuler. Arriva anche il quinto gol di Gomez all’83’: cross di Kessiè, palla bassa senza che Burdisso riesca a intervenire in anticipo.

Ultimo cambio per Gasperini: dentro Hateboer per Gomez.

Fischio finale, la Nord respinge le scuse dei giocatori e ulteriori contestazioni promesse dagli spalti. Preziosi resta a lungo immobile, seduto al proprio posto, anche dopo il termine della partita.

Genoa-Atalanta 0-5

Reti: 25′ Conti; 32′ Gomez (R); 63′ Gomez; 76′ Caldara; 83′ Gomez

Genoa: Rubinho, Munoz, Burdisso, Gentiletti (46′ Hiljemark), Laxalt, Lazovic (72′ Beghetto), Izzo, Rigoni, Ntcham (56′ Morosini), Simeone, Pinilla.

A disposizione: Lamanna, Cofie, Palladino, Biraschi, Taarabt, Orban, Pandev, Brivio, Ninkovic.

Allenatore: Mandorlini

Atalanta: Berisha, Toloi, Caldara, Masiello, Conti (79′ D’Alessandro), Kessiè, Freuler (81′ Grassi), Spinazzola, Kurtic, Gomez (83′ Hateboer), Petagna

A disposizione: Gollini, Cristante, Zukanovic, Migliaccio, Pesic, Konko, Paloschi, Raimondi, Mounier,

Allenatore: Gasperini

Arbitro: Gavillucci di Latina

Ammoniti: Rigoni, Burdisso, Pinilla (G); Kessiè (A)

Espulso al 60′ Pinilla

Spettatori: paganti 1.860, incasso 40.528, abbonati 18.041, quota gara 156.135 euro.