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Crivello parte dall’Arizona di Molassana per lanciare la campagna nelle periferie

Stoccata a Bucci: "Io non sono uno da cene da 500 euro, sono cose che non sono nel mio Dna"

Genova. Inizia dall’Arizona, quella porzione del quartiere di Molassana dove viveva il console della Compagnia Paride Batini, e dove continua a vivere Giordano Bruschi, memoria storica della Resistenza e dei ragazzi con le magliette a righe, che scesero in piazza il 30 giugno del ’60, il viaggio nella Valbisagno del candidato sindaco del centrosinistra Gianni Crivello.

gianni crivello giordano bruschi

Un incontro con i rappresentanti dei circoli del territorio, in uno spazio semplice, come quello del “Sertoli”, con tanto di rinfreschino a base di colomba e spuma perché, spiega polemizzando con il candidato del centrodestra Bucci: “Io non sono uno da cene da 500 euro, sono cose che non sono nel mio Dna”.

Ai cittadini che lo sono andati ad ascoltare precisa, da subito che, anche se fosse eletto Sindaco, non cambierà, e manterrà anche il suo vecchio numero di telefono, sempre aperto al dialogo con la città. “Con lo stesso spirito che ho avuto fino a oggi mettendoci la faccia e ascoltando le persone come ho sempre fatto, da presidente di municipio e poi da assessore alla protezione civile”.

Ma Crivello entra subito nel merito dei temi di questo territorio che “qualcuno definisce periferia”, spiega, e lo fa affrontando da subito un tema sul quale, dice, i suoi avversari preferiscono non confrontarsi, il riassetto idrogeologico della città. Un tema che affronta in una zona che, ad ogni pioggia, guarda con preoccupazione il Bisagno, ma anche tutti quei piccoli rivi che, spesso, fanno ancora più danni dei torrenti grandi.

“A Genova abbiamo messo in atto la più grande opera di messa in sicurezza d’Italia e forse, d’Europa. Stiamo per affidare il progetto per lo scolmatore del Bisagno – ricorda Crivello – e quindi ci sarà’ la gara è poi partiranno i lavori, è poi tutti i temi dei rivi minori, ne sono in programmazione,lo scolmatore del Fereggiano si conclude l’anno prossimo, mentre prosegue la copertura del Bisagno. Una città sicura è una città che ha un futuro e uno sviluppo certo anche da punto di vista degli investimenti. Su questo – conclude – dico ai cittadini della Valbisagno che non molliamo di un millimetro”.