L'intervista

Caso Genova, Cassimatis: “Ho vinto, sono il candidato del M5S”

"il tribunale ha stabilito che il ‘fidatevi di me’ non ha valore giuridico"

Genova. Marika Cassimatis a poche ore dalla sentenza che le ha dato ragione, esprime “grande entusiasmo”. Una decisione, quella del Tribunale civile di Genova, che però non l’ha presa alla sprovvista.

“Eravamo convinti di aver fatto la scelta giusta e di essere sostenuti dalle leggi dello Stato – commenta arrivata in via Giotto a Borzoli per un’altra iniziativa – E’ andato tutto bene, le nostre richieste sono state tutte accolte e abbiamo vinto”.

Davide contro Golia, ha scritto fin dall’inizio. E dopo il dovuto ringraziamento a tutti coloro che “ci hanno sostenuto, non solo a Genova, ma in tutta Italia” in una battaglia “di legalità e trasparenza”, è tempo di mettere i puntini sulle i, in una situazione che a due mesi esatti dalle elezioni, per il MoVimento 5 Stelle, alle prese con ricorsi, simboli e sospensioni, è di fatto un ginepraio.

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“A questo punto, accolte le due istanze e ripristinata la mia lista, io sono il candidato sindaco del M5S – spiega la professoressa genovese – Ora la palla passa a Beppe Grillo e al suo staff, vediamo cosa succederà. Ma per il momento la situazione è questa”.

E ancora: “il tribunale ha stabilito che il ‘fidatevi di me’ non ha valore giuridico e che in uno stato di diritto bisogna avere comportamenti rispettosi di regolamenti e leggi. Questo ci conforta”.

Una sentenza il cui “valore politico, oltre a quello giuridico, è ancora più forte”, sottolinea la Cassimatis.

Ma se invece lo staff decidesse di negarle il simbolo? “Non lo so – spiega ancora Cassimatis – l’importante è questa vittoria, non solo legale ma politica. Se il M5S propone legalità e democrazia a livello nazionale, ma poi al suo interno non gestisce democraticamente la selezione dei candidati, secondo le regole che lo stesso Movimento si è dato, qualcuno a questo punto si potrà fare delle domande”.

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