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Campomorone, Moreno Curabba: “I giochi col Pietra Ligure (e Cairese) sono ancora aperti risultati

Il campionato di Promozione è arrivato al momento topico della stagione

Genova.”Dagli allenatori, avuti in carriera, ho imparato che la qualità vince sempre e comunque”…

Moreno Curabba, top player del Campomorone, ne ha messa in mostra tanta, di classe, nella sua interessante carriera da globetrotter calcistico e l’ha sempre messa al servizio delle squadre in cui ha militato.

Le dieci reti realizzate (sommate alle diciassette di Simone Balestrino) hanno finalizzato l’eccellente organizzazione di gioco di mister Pirovano, che sta lottando gomito a gomito (anche se la Cairese non va data ancora per spacciata) col Pietra Ligure per salire in Eccellenza.

“Due punti di ritardo, a tre partite dalla fine, rappresentano un bel vantaggio per Zunino e compagni, ma noi dobbiamo dare il massimo, in questi 270 minuti, per cercare di conquistare i nove punti a disposizione e poi… sperare in un passo falso degli avversari”.

Il vostro calendario propone ben due gare interne consecutive (Praese e Varazze) e una trasferta (a Legino), mentre il trittico di gare degli uomini di Pisano appare più difficile (a Legino in trasferta anche loro, ma poi Bragno in casa e gli ultimi novanta minuti a Borzoli).

“I calcoli, le tabelle, i pronostici… per fortuna, vengono sovente ribaltati. Sarà il campo a stabilire chi avrà meritato di salire in Eccellenza. Ogni partita fa storia a se… anche se, personalmente, ritengo che i prossimi novanta minuti saranno determinanti”.

Marco Pirovano, dall’alto della sua grande esperienza, sa indubbiamente gestire momenti decisivi come questi…

“Il mister è un grande… ci trasmette sempre molta serenità, durante la settimana e davvero ha la capacità di gestire lo spogliatoio come pochi altri. Senza contare che sa preparare al meglio ogni partita, con riunioni tecniche di gruppo, ma anche con i singoli giocatori, tanto che quando ci si appresta ad entrare in campo, ognuno di noi ha ben chiaro in testa quello che deve fare”.

Parlando del tuo passato calcistico, a livello giovanile, sei tra i pochi che abbiano giocato sia nella Sampdoria, che nel Genoa…

“Ho indossato tre stagioni la maglia blucerchiata e due quella rossoblù e devo confessare che sono state due belle esperienze, tali da forgiarmi tecnicamente e caratterialmente”.

Le successive tappe dove ti hanno portato?

“Ho giocato tre anni nel Savona, esordendo, sotto la guida di Mango, in Serie D (ndr, 30 presenze e 5 reti, giocando da esterno), mentre le altre squadre sono state Sestri Levante, Sanremese, Derthona, Acqui, Novese, Imperia, Cairese, Liberi Sestresi e da quattro anni, il Campomorone”.

Quali sono le motivazioni che fanno la differenza, all’interno di una squadra che vuole vincere?

“Deve prendere corpo, all’interno dello spogliatoio e nella mente dell’intera rosa, la certezza di potercela fare… bisogna pensarlo, saperlo, sentirlo…”.