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Bilancio comunale, il Prefetto fa partire la clessidra: voto entro il 9 maggio o arriva un commissario

Che si occuperà anche degli aumenti Tari. A meno che la giunta non trovi i voti necessari a far passare la delibera su Amiu - Iren entro l'ultima data utile

Genova. In pratica il prefetto di Genova Fiamma Spena ha cercato di mettere il turbo al consiglio comunale di Genova. Con una comunicazione arrivata alla segreteria generale di palazzo Tursi ha di fatto obbligato l’assemblea a votare il bilancio previsionale 2017 entro l’8 o il 9 maggio.

Altrimenti, spiega la missiva della Prefettura, sarà necessario sciogliere il consiglio stesso e nominare un commissario ad acta che si occuperà specificatamente di votare il bilancio con le pratiche ad esso collegate.

La lettera del Prefetto ha avuto, per ora, un effetto immediato. Il sindaco Marco Doria ha chiesto e ottenuto di rinviare la delibera di approvazione, calendarizzata oggi, del piano triennale dei lavori pubblici 2017-18-19, “considerate tutte le valutazioni che il Comune sta facendo – ha spiegato – per assicurare la tenuta dei conti e quindi per poter affrontare il tema in modo più approfondito”.

Il nodo Amiu-Iren. L’altra delibera strettamente legata a quella del bilancio, naturalmente, è quella – caldissima – legata all’aggregazione fra Amiu e Iren. Quali sono al momento le ipotesi? Senza la votazione di quel documento non è possibile neppure quello legato al bilancio. E al momento la Giunta non ha ancora i voti necessari. Le intenzioni del sindaco sono quelle di portare nuovamente la delibera (per la terza volta) al voto durante il consiglio comunale. Durante una riunione dei capigruppo, oggi, si è parlato del 2 o 3 maggio (quindi qualche giorno dopo l’annunciato sciopero dei sindacati in Amiu). Ma meno di una settimana fa il testo della delibera non è stato portato in commissione proprio perché, a conti fatti, la maggioranza ancora non c’è. I “sì” sono al massimo 18 sindaco compreso (8 consiglieri del Pd, 5 su 6 della lista Doria, il consigliere di Sel Chessa, il consigliere della lista musso Pietro Salemi, passato con Crivello, Salvatore Caratozzolo di Percorso Comune e Giampaolo Malatesta di Possibile), mentre l’opposizione dovrebbe contare su 20 voti: Clizia Nicolella (passata con Putti), Andrea Boccaccio (M5S), Effetto Genova (4 voti), Pdl (sei voti, cinque se ci fosse l’astensione di Guido Grillo), Piana della Lega nord, tre voti della lista Musso, i due consiglieri dell’Udc ora passati al centro destra (Gioia e Repetto), i due di Fds. Verso l’astensione, ma non si escludono almeno parziali colpi di scena, i consiglieri Paolo Gozzi e Gianni Vassallo.

Se però la delibera non andrà in aula, e quindi il bilancio non dovesse essere votato, sarà il commissario prefettizio a occuparsi di far tornare i conti. Agendo, non sul piano di aggregazioni aziendali naturalmente (in quanto non sarebbe nei suoi poteri), ma su quello delle tariffe sì. Si prospetterebbe quindi un aumento della Tari.

Di quanto? Poche settimane fa, presentando la delibera bis Amiu – Iren, era stato lo stesso sindaco Marco Doria a dare i numeri parlando di un “rischio di aumenti della Tari 2017 a partire del +18%”. Con la delibera, invece, si era parlato di aumento della Tari 2017 a Genova del 6,89%, dell’8% nel 2018, del 2% nel 2019, per poi calare gradualmente dal 2020 al 2028.

Amiu-Iren: la protesta a Tursi

Posta Certificata, questa sconosciuta. La comunicazione del Prefetto è stata “girata” obbligatoriamente ai consiglieri e visti i tempi brevi la segreteria generale ha scelto di utilizzare il sistema di e-mail Pec, la posta certificata. Qualche problema però con le notifiche: è stato impossibile raggiungere telematicamente 5 consiglieri comunali su 40 a causa di caselle intasate e politici che hanno perso le proprie credenziali. Una curiosità che, però, dà il metro di quanto la rivoluzione digitale, nella pubblica amministrazione, sia ancora lontana dall’essere completata.

Nulla di fatto, o quasi. Durante la seduta odierna del consiglio sono state inoltre ritirate, su richiesta dell’assessore Italo Porcile, le delibera di approvazione del regolamento di gestione del Demanio marittimo e quella di adozione del progetto di utilizzo dello stesso Demanio, il cosiddetto Proud.