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Amiu-Iren, i lavoratori di Ula: “No ai ricatti per riproporre aggregazione”

Bruno (Fds): "Centrosinistra faccia fare a suo Governo leggina per finanziare 13 milioni)

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Genova. Non ci stanno i lavoratori di Amiu a scoprire che la delibera sull’aggregazione tra Amiu e Iren, dopo una bocciatura e un ritiro per mancanza di numeri da parte della maggioranza, sia ripresentata per la terza volta direttamente collega al Bilancio in modo che la mancata approvazione porti a un taglio di 13 milioni dalle casse di Tursi.

Ad essere tagliati potrebbero essere in alternativa i servizi sociali, oppure i soldi destinati ad Amt o altre risorse che non rientrino nelle voci di bilancio insopprimibili. Da lunedì la pratica Bilancio comincerà il suo iter in commissione e di certo sarà di nuovo bagarre per le prossime settimane.

Per questo i lavoratori dell’unione lavoratori Amiu non ci stanno: “La responsabilità di non aver ricercato soluzioni alternative pesa su chi così ha deciso, cioè su Doria e su chi lo sostiene. Se vogliono trovare i soldi intervengano sugli sprechi politici del sistema comunale, di cui sono responsabili o complici perché hanno deciso in 5 anni di non metterci mano” dicono i lavoratori.

“Se Doria e Farello decideranno di scaricare il peso dei loro fallimenti sui cittadini, sui commercianti, su altri lavoratori, noi di Amiu saremo al loro fianco e li appoggeremo se decideranno di ribellarsi. Respingeremo ricatti e guerre tra poveri”.

“La maggioranza dimostri che la approvazione della Tari che non copre il costo del servizio, non è un brutto giochetto per contrapporre servizi pubblici a servizi sociali – dice il capogruppo di Fds Antonio Bruno – e chieda al suo governo di finanziare il dissesto della discarica di Scarpino e il buco che lo stesso centrosinistra ha causato in questi anni. Una leggina speciale con 13 milioni e potranno anche farsi la campagna elettorale”.