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Amiu-Iren, in forse la delibera ‘ter’: il bilancio in aula il 26 e 27 aprile, ma senza maxi tagli

Amiu nel bilancio in approvazione registrerà i crediti con il Comune evitando per ora la messa in liquidazione

Genova. Sarà votato in aula rossa il 26 e 27 aprile prossimo il bilancio previsionale del Comune di Genova, mentre il 18 aprile andrà al voto il rendiconto di quest’anno. Il 27 aprile è l’ultimo giorno utile prima della scadenza del consiglio stesso che è fissata dalla legge dal giorno della convocazione dei comizi elettorali.

La giunta Doria ha deciso così di arrivare al limite della sua scadenza per capire se in questi venti giorni riuscirà a trovare i voti per portare insieme al Bilancio la delibera sull’aggregazione Amiu-Iren. Sarebbe il terzo tentativo e questa volta, si dice nei corridoi di Tursi, non si possono fare errori. Quindi, o i numeri saranno certi (e non sembra che sia facile cambiare in piena campagna elettorale) oppure la delibera resterà nel cassetto.

Sembra però altrettanto certo che nel bilancio non ci saranno neppure i paventati tagli per 13 milioni di euro per recuperare la Tari. Il Pd non può certo permettersi di togliere soldi ai servizi sociali o ad altri servii e con lui nemmeno un pezzo di Giunta. Cosa accadrà allora? Le decisioni non sono state ancora prese ma al più si parla di un “bilancio prudenziale”, mentre Amiu dovrà in questi giorni fare i conti con l’approvazione del Bilancio in consiglio di amministrazione. Ma neppure è vero che Amiu, pur in difficoltà, andrà in liquidazione perché nei libri contabili potrà registrare il suo credito con il Comune. E’ evidente che la situazione non sia delle migliori ma gli scenari apocalittici prospettati solo una settimana fa oggi non si intravedono.

Quel che è certo è che, se la maggioranza non avrà i numeri per riportare la delibera di aggregazione la patata bollente sul futuro di Amiu sarà lasciata al prossimo sindaco: se sarà Crivello la delibera sull’aggregazione sarà riportata con il nuovo consiglio, se sarà Marco Bucci o qualcun altro il problema sarà loro.

Nel frattempo suscita qualche perplessità la l’emendamento alla delibera sulla Tari approvato martedì scorso che, dopo il ritiro della delibera sull’aggregazione, ha mantenuto la Tari al 6,89% percentuale che avrebbe coperto gli extracosti per il conferimento dei rifiuti fuori regione se fossero arrivati i soldi di Iren, ma che avrebbe dovuto essere del 18% per coprirli in autonomia. Su quella delibera era arrivato il parere negativo tecnico e contabile della segreteria generale e la giunta, nella persona del sindaco, aveva votato contro. Ma se quei costi non fossero coperti in fase di Bilancio con altre risorse la Corte dei conti potrebbe avere da dire qualcosa su questa delibera, in particolare ai consiglieri che hanno votato a favore.