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Tra abbattimenti e catture, emergenza cinghiali a Genova. Enpa: “Noi non siamo la soluzione”

"L'unica soluzione possibile è la cattura ed il rilascio in natura"

Genova. Non è facilmente gestibile l’emergenza cinghiali a Genova, ma Enpa ribadisce ancora una volta di non essere la soluzione giusta per risolvere il problema.

Cucciolo di cinghiale allattato dai volontari Enpa

“Gli scorsi giorni sono stati di fuoco, con 3 cinghiali abbattuti a Pegli, uno catturato in corso Italia nei bagni Lido ed uno disperso in mare. Il fortunato, diciamo così, è stato trasportato presso la nostra struttura di Campomorone così come il giorno prima era stato portato un cucciolo di pochi giorni di vita e poche settimane fa i due cinghiali di via Piave. Immaginiamo che sia chiaro a tutti che se tutti fossero stati catturati e portati da noi avremmo immediatamente collassato, e gli animali non avrebbero potuto ricevere le cure necessarie”, dichiarano i volontari dell’Enpa.

Nonostante questo si è verificato quello che era prevedibile. “Il cinghiale del Lido, una femmina adulta, affamata, fortemente stressata ed impaurita, appena arrivata nei nostri recinti, che non sono stati costruiti con questo scopo, ha divelto la rete e si è data alla fuga seguita dai due cinghiali di via Piave, cuccioli adolescenti che hanno seguito l’adulto femmina. Chi pensa che questa sia stata una sorta di auto liberazione sbaglia: non è cosi che si liberano gli animali in natura”, prosegue l’ente di protezione animali.

“E’ chiaro che se siamo messi di fronte all’alternativa: o li accogliete o verranno abbattuti, saremo sempre per l’accoglienza, ma lo ripetiamo: non è questa la soluzione”.

Da qui l’appello alle forze politiche, ai giuristi e ai cittadini: “Occorre reinterpretare la legge 221/2015 che vieta le immissioni di cinghiali in natura: queste non sono immissioni, ma semplici ricollocazioni di animali già in libertà. L’unica soluzione possibile è la cattura ed il rilascio in natura, restituendo fra l’altro dignità al ruolo della ex polizia Provinciale che nell’immaginario collettivo sta passando dal ruolo di baluardo a difesa della natura a quello di carnefice”, termina l’Enpa.