25 aprile, in cinquecento in piazza a Genova: ovazione per Doria, fischi a Toti - Genova 24
Tra festa e contestazione

25 aprile, in cinquecento in piazza a Genova: ovazione per Doria, fischi a Toti fotogallery

Il governatore fischiato ancor prima di prendere la parola. Il presidente di Anpi Smuraglia: "Sbagliato"

Genova. Cinquecento in piazza per il corteo istituzionale del 25 aprile a cui ha partecipato il presidente nazionale di Anpi Carlo Smuraglia, una vera e propria ovazione per il sindaco Marco Doria dopo il suo discorso dal palco e fischi invece per il governatore Giovanni Toti, che sono cominciati ancora prima che il presidente della Regione Liguria prendesse la parola.

“Grazie a tutti quelli che si sono sacrificati per rendere l’Italia un Paese libero, in cui poter esprimere idee diverse” ha detto Toti dal palco tra i fischi dal sapore decisamente di campagna elettorale. Ma lui non si è scomposto, ha ricordato la figura di Sandro Pertini sottolineando che “dobbiamo essere grati ai giovani che sono morti per permettere a tutti di esprimere idee anche molto diverse. La nostra Costituzione ha garantito il quadro e la cornice in cui poter esprimere le proprie idee”. “Chi fischia in piazza a idee diverse dalle sue non capisce il vero significato della Resistenza e della Liberazione – ha detto Toti – non imporre il proprio pensiero ma dare la libertà a ciascuno di esprimerlo anche quando non si condivide”.

Per Doria invece tanti applausi, come il primo cittadino non ne aveva ricevuto in cinque anni di governo della città. Doria ha parlato dell’importanza dei valori e della memoria collettiva. “La memoria però non basta – ha detto citando un discorso di Piero Calamandrei del ‘54 in cui si interrogava su come la Resistenza potesse “parlare” agli italiani – Come possiamo continuare a mantenere vivi i valori?. Oggi c’è bisogno di dire ancora “no” alla guerra e alle discriminazioni razziali. Gli unici muri che mi piacciono sono quelli che servono per costruire case. Anche quelle dell’accoglienza”. Dopo che Doria ha finito il suo intervento, dicendo tra l’altro che oggi deve esistere una “discriminante valoriale:
da una parte ci sono i fascisti, dall’altra parte gli antifascisti”la piazza ha intonato Bella Ciao.

I fischi al governatore Toti non sono piaciuti al presidente nazionale dall’Anpi Carlo Smuraglia: “ I fischi sono sbagliati – ha detto l’ex partigiano oggi 94 enne all’inizio del lungo discorso che ha chiuso la manifestazione – oggi – ha detto – dobbiamo esigere che tutti partecipino a questa festa della Liberazione, che deve essere un evento che unisce”.

Alla manifestazione hanno partecipato le massime autorità cittadine e anche tutti i candidati sindaco: Paolo Putti, Luca Pirondini, Gianni Crivello, Marco Bucci e Arcangelo Merella. Marika Cassimatis, invece, ha seguito il corteo antifascista del Pinelli in Valbisagno e poi ha raggiunto la manifestazione istituzionale in piazza Matteotti.