Una "vigna urbana" di qualità sfida il triangolo nero dei chupiti a 1 euro - Genova 24
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Una “vigna urbana” di qualità sfida il triangolo nero dei chupiti a 1 euro

Si chiama "Uva" il locale che apre i battenti mercoledì in salita Pollaiuoli con una cantina ricercata e il progetto di diventare un nuovo punto di riferimento per gli appassionati

corsia pronto soccorso

Genova. Nel mezzo del triangolo dei bar che vendono chupiti a un euro, cinque giovani genovesi puntano sul bere di qualità e a creare un modello di locale che in città, ancora, non c’è.

Si chiamerà Uva – Urban Vineyard Area, si trova in salita Pollaiuoli e aprirà i battenti questo mercoledì 8 marzo con un’inaugurazione studiata come una “vendemmia urbana” con un percorso attraverso etichette ricercate e poco conosciute.

I muri entro i quali gli avventori potranno assaggiare 220 etichette da 15 paesi diversi, una selezione di distillati, birre alla spina e cocktail studiati ad hoc, sono quelli dove il 14 agosto del 1892 venne fondato il Partito Socialista Italiano. Lo si legge su una targa in marmo, a pochi metri da una parete alta oltre tre metri dove campeggeranno le migliori bottiglie.

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La particolarità di Uva è legata al fatto che il cibo, preparato da tre cuoche, sia che si tratti di aperitivi, sia che si tratti di pranzi o cene, sarà legato al tipo di bevanda scelta in un processo opposto rispetto al solito: saranno gli alimenti a essere abbinati al vino, allo champagne o ai long drink. “Abbiamo trasformato una passione in un lavoro – racconta Christian – a tutti noi piace viaggiare e andare a scoprire produzioni particolari, più o meno indipendenti, parlare con i vinificatori, stabilire un contatto diretto con gli importatori”. “Molti vini arrivano dalla Francia – continua Federico, che è anche sommelier – ma alcuni spunti provengono dagli Stati Uniti, come il “bottomless brunch”. Di cosa si tratta? Sorpresa.

Uva ha una sessantina di coperti. Nel weekend avrà la cucina aperta dalle 11 alle 24. “Per rispondere anche alle esigenze dei turisti” spiega Christian. Alla domenica mattina sarà allestito il brunch. Di sera saranno organizzate serate a tema specifico e incontri con i produttori. “Il progetto deve ancora partire ma è già in espansione – spiegano i fondatori – vorremmo allargarci in modo da creare una vera e propria area urbana dedicata al buon bere, una sorta di distretto di qualità che potrebbe anche rilanciare il quartiere”.

La nuova attività ha potuto contare sulla collaborazione di alcuni artigiani locali ma nasce anche con una vena tecnologica “internazionale”. Il logo di Uva (lo skyline di una città antica formato con le silhouette di alcune bottiglie di vino) è stato creato attraverso un’asta aperta sul sito starbytes.com, a cui hanno partecipato grafici da tutto il mondo. Uva ha un sito internet e una pagina Facebook e avrà un menù digitale a cui si può accedere tramite Qr-code con le descrizioni approfondite di ciò che finirà nei calici.

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