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Il caso

Spettacolo per bambini censurato in tutta Italia, in scena (gratis) a Genova

Si chiama Fa'afafine, affronta il tema del gender, ovvero l'autodeterminazione dell'orientamento sessuale. In programma giovedì 16 marzo al Teatro della Tosse

Genova. Ci sono state raccolte firme on line (quella su citizengo.org ha raccolto 100mila firme in pochi giorni), richieste di interventi del Governo (dall’assessore veneto Elena Donazzan), tentativi di boicottaggio (da parte di Casa Pound a Bolzano) e tante date cancellate in varie città italiane (Pistoia, Vicenza), in un netto clima di censura.

A Genova, però, “Fa’afafine, Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”, andrà in scena. Domani, giovedì 16 marzo, alle 18e30, al Teatro della Tosse. E sarà gratuito.

Giardini Luzzati con Teatro della Tosse e i Teatri, Festival e Associazioni genovesi presentano insieme questa speciale replica, in difesa della libertà d’espressione, dentro e fuori i teatri e la tutela di spazi di elaborazione critica per i giovani (e meno giovani).

Fa’afafine, regia di Giuliano Scarpinato, è uno spettacolo per bambini dagli 8 anni e affronta il tema del “gender”, l’autodeterminazione dell’orientamento sessuale. Sul palcoscenico l’attore 28enne Michele Degirolam interpreta Alex, il giovanissimo protagonista che si definisce bambino-bambina. “Fa’afafine”, nella lingua di Samoa, è una persona che fin dall’infanzia non ama identificarsi in un sesso o nell’altro. Un “terzo sesso” cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto.

Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International – Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi e ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani” ed è vincitore di numerosi premi.

“Ciò che sta accadendo è molto grave – dicono gli organizzatori – e con questa iniziativa vogliamo dare un segno di tangibile protesta contro il tentativo di censura in atto programmando a Genova una replica gratuita e per tutti, a ideale “compensazione” delle date annullate o osteggiate, in tante città italiane e a sostegno dell’attività di chi produce e cura la diffusione di teatro e cultura e deve poter continuare a farlo nella massima libertà. Cittadini, genitori, insegnanti, educatori, politici, sono tutti invitati a sentirsi attivamente membri di una comunità educativa indispensabile per una crescita collettiva consapevole”.

A Genova e in Liguria la questione gender è stata al centro di aspre polemiche (ne abbiamo parlato qui) legate all’approvazione da parte della Regione, nel novembre scorso e su proposta di Fratelli d’Italia, dell’istituzione di uno sportello a sostegno delle famiglie e contro la diffusione delle teorie gender. Recentemente alcuni soggetti legati alle associazioni per i diritti di genere ha annunciato che denuncerà il governatore ligure Giovanni Toti alla Corte dei Conti.

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