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San Martino, De Ferrari (M5S): “Servono sblocco turnover, potenziamento e più posti letto”

Genova. “Il pronto soccorso del San Martino non ha bisogno di passerelle ma di soluzioni concrete alle ormai croniche problematiche che affliggono il reparto”. Lo dice il portavoce del MoVimento 5 Stelle, Marco De Ferrari, nel giorno della presentazione del nuovo pronto soccorso dell’ospedale genovese, alla presenza del presidente della Regione Giovanni Toti, l’assessore alla Sanità Sonia Viale e i tre direttori sanitari Walter Locatelli, Giovanni Ucci e Giovanni La Valle.

Questa mattina De Ferrari ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per sapere quali misure intenda adottare la Giunta per garantire una rapida soluzione alle criticità del reparto.

“Mentre Toti e Viale si mettono in posa per i fotografi – attacca il portavoce M5S – il pronto soccorso del San Martino è ormai al caos totale, tra furti, code e liste d’attesa infinite, cronica carenza di posti letto. E a pagarne le conseguenze, come al solito, sono i cittadini e i pazienti che tutti i giorni si ritrovano alle prese con odissee quotidiane solo per vedere garantito il sacrosanto diritto alla salute pubblica, previsto dall’articolo 32 della Costituzione.”

“In più è necessario avviare da subito lo sblocco del turnover, l’aumento del personale medico-infermieristico e dei posti letto, da rendere adeguato agli ingenti afflussi di pazienti, il potenziamento delle infrastrutture, e infine trovare una quadra sul capitolo vergognoso dell’eterno cantiere di largo Benzi – prosegue De Ferrari – Invece di rispondere a tutto ciò, l’assessore leghista spalanca la strada ai privati e a quel ‘modello lombardo’ che si è rivelato un fallimento su tutti i fronti, sanitario e giudiziario, coinvolgendo nelle inchieste anche esponenti di punta dello stesso partito di Viale. Uno schema fin troppo noto, da rigettare con forza al mittente!”

“In Aula l’assessore ha affermato che ha intenzione di mettere al centro la persona – conclude l’esponente M5S – Siamo d’accordo. Ma ci auguriamo che al centro ci sia concretamente la persona intesa come “ogni cittadino” e non come i soliti “amici degli amici” della Giunta Toti.”