L'addio

San Benedetto al Porto gremita per l’ultimo saluto a Roberta Alloisio fotogallery

In tantissimi amici e colleghi ai funerali dell'artista, ultima erede della "scuola genovese", scomparsa a soli 53 anni

Genova. Sulla bara un generoso mazzo di rose rosse. Come il rossetto che lei portava, talvolta, come i riflessi nei suoi capelli, come il fiore simbolo – forse più per luogo comune che per reale filologia – del tango, la musica e il mondo che Roberta Alloisio aveva conosciuto, amato, studiato, vissuto.

Se n’è andata venerdì mattina, questa ragazza di 53 anni, stroncata da un arresto cardiaco. Oggi pomeriggio, nella chiesa di San Benedetto al Porto erano in tanti, tantissimi, a darle l’ultimo saluto. Colleghi di palcoscenico e di sala d’incisione, ammiratori e amici di una vita, tutta la galassia attorno a realtà come il Teatro della Tosse – con cui Roberta lavorava da oltre 30 anni – e del Suq, di cui era un vero e proprio pilastro.

Il funerale si è aperto alle 15 con un momento musicale. Armando Corsi e Giampiero Alloisio hanno eseguito l’Ave Maria Zeneise, Stella Maris, che Roberta – amava ricordare – aveva imparato da Don Andrea Gallo e che era contenuta nell’album Janua. Tanta musica durante la funzione celebrata da Don Gianni Grondona, e tante parole, da parte di alcune delle persone che sono state più vicine all’artista genovese.

Tra gli altri sono intervenuti, sull’altare, il comico Adolfo Margiotta, la fondatrice del suq Carla Peirolero (“Roberta, sei e sarai insostituibile”), il marito di quest’ultima, e primo attore del teatro della Tosse Enrico Campanati, l’artista genovese Gigi Picetti (“Roberta era vera, felice di dare agli altri la sua arte, e non di esserne una rappresentante”), Pablo Banchero, musicista argentino con cui la Alloisio aveva collaborato moltissimo, che ha voluto inviarle un ricordo vocale via internet da Buenos Aires, e poi Michele La Fortezza, una persona disabile vicina alla comunità di San Benedetto al Porto che ha sottolineato come Roberta “con le sue convinzioni artistiche fosse in grado di tenere insieme le storie genovesi e quelle di tanti altri Paesi attorno e oltre il Mediterraneo”.

Perché la cantante, Targa Tenco nel 2011, forse l’ultima erede della “scuola genovese”, aveva affiancato all’interesse per la musica popolare locale quella per la cultura Corsa e quella Argentina.

Infine Emanuele Conte, regista e direttore del teatro della Tosse ha ricordato che il prossimo 25 marzo, nella sala di Stradone Sant’Agostino, ci sarà una serata dedicata a Roberta Alloisio. Una serata che avrebbe dovuto vedere, da cartellone, proprio lei sul palco in uno spettacolo dedicato al film con Jean Gabin, “Le mura di Malapaga”.

Tra i presenti, commossi, al funerale anche i musicisti Vittorio De Scalzi e Piero Parodi, il pittore Odo Tinteri. E centinaia di persone che si sono radunate per ascoltarla cantare e applaudirla a lungo, ancora una volta. Certamente non l’ultima.

leggi anche
  • Il lutto
    Genova, scompare improvvisamente Roberta Alloisio
  • Musica
    La voce di Roberta Alloisio torna a vivere, il 21 marzo esce l’album postumo