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Nuova vita per la Casa del Soldato di Sturla

Sturla. “Si compie in questi giorni il primo passo verso la restituzione di uno spazio importante, in una zona dove la presenza delle Istituzioni è limitata si è compiuto”. Lo spiega l’assessore municipale Michele Raffaelli.

La Giunta Comunale ha infatti approvato la delibera avente ad oggetto il programma di valorizzazione della Casa del Soldato e successivamente il tavolo tecnico, presieduto dal Segretario Regionale dei Beni Culturali, di cui fa parte anche il Demanio, il Comune di Genova e il rappresentante della Soprintendenza, ha fatto altrettanto.

Dopo la ex caserma Gavoglio, i forti Begato, Sperone, Crocetta, Tenaglie, Belvedere, Torre Granara e i Magazzini del Sale, un’altra struttura sarà a disposizione della Città. Prosegue così il programma di acquisizione di spazi pubblici per riqualificare il territorio.

Il Municipio Levante e l’Amministrazione comunale, accogliendo le sollecitazioni di alcuni comitati, hanno avviato un percorso di partecipazione con associazioni e cittadini, che ha coinvolto anche istituti universitari, per trasformare la Casa in un centro di attività sociale e culturale per i quartieri. L’obiettivo del programma è il recupero dell’edificio (990 metri quadrati, quattro piani e uno seminterrato), destinandolo a spazi pubblici e ad uso collettivo (formazione, servizi di quartiere, ecc.), con un ruolo di aggregazione sociale a livello locale e di sviluppo culturale a livello cittadino. L’edificio di architettura razionalista è opera dell’architetto Luigi Carlo Dameri, analogamente ad altri edifici dell’epoca come la casa del Mutilato e il teatro della Gioventù.

“Dopo l’acquisizione dal Demanio degli ex Magazzini del sale a Sampierdarena e dopo le opere realizzate (altre sono in cantiere) all’ex caserma Gavoglio, al Lagaccio, l’Amministrazione comunale – sottolinea con soddisfazione l’assessore Emanuele Piazza – avvia un nuovo significativo progetto di recupero nel levante cittadino con la valorizzazione dell’ex Casa del soldato a Sturla. Un ulteriore elemento di vivibilità in un quartiere dove il Comune ha già realizzato, insieme ai privati, un Innovation Hub, recuperando l’edificio di viale Cembrano a poca distanza dalla Casa del soldato”.

“Un percorso questo, nato con una grande, forte, costante spinta da parte della cittadinanza. Il comitato per la difesa di Sturla ha prima segnalato gli atti vandalici e i danni perpetrati da ignoti e successivamente ha proposto un percorso di utilizzo ‘collettivo’ della struttura. Il Municipio ha poi raccolto la sollecitazione e avviato un percorso di confronto e proposta che tenesse conto del grande interesse architettonico e di fruibilità reale attraverso la realizzazione della necessarie opere di messa in sicurezza ed anche la visione di uno spazio “aperto” polifunzionale e duttile dove si possano coniugare socialità, cultura ma anche prevenzione e formazione”, prosegue l’assessore municipale Raffaelli.

Il Comitato di Sturla si è proposto a supporto ed è diventato il capofila di un gruppo che ha lavorato, fianco a fianco del Municipio IX , del Comune e delle realtà del terzo settore. “Il resto è storia di questi giorni e futuro impegno di condivisione del percorso tracciato. Un grazie a tutti gli operatori dell’Ufficio Progetti speciali, alla Sovrintendenza, all’assessorato e soprattutto a quella cittadinanza attiva che dedicando tempo, competenze e risorse crede nel rilancio di Genova e del Levante. Una considerazione finale, abbiamo letto nelle ultime settimane il disappunto di chi voleva dedicare quello spazio ad altre importanti ed utili iniziative, come l’accoglienza dei parenti dei malati provenienti da fuori Genova. I vincoli legato alla Casa del Soldato escludono quell’utilizzo ma è giusto ricordare che ancor prima di questo percorso, abbiamo affiancato la nostra proposta con un bando di una struttura (ex Press Inox) a 500 metri di distanza proprio a tale scopo. Bando concluso e vinto da una associazione che realizzerà proprio una struttura legata ai famigliari dei degenti non residenti in città”, termina Raffaelli.