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Non solo freni che inchiodano: i nuovi bus di Amt che “rischiano di cadere a pezzi”

"L'azienda ha badato al risparmio e non alla qualità"

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Genova. I freni che inchiodano non sarebbero l’unico problema dei nuovi bus di Amt. “Sono mezzi pieni di criticità perché l’azienda, dopo aver ricevuto il finanziamento dalla Regione, ha badato al risparmio e non alla qualità. Il tutto a discapito della sicurezza del personale e dei passeggeri”. Lo denuncia il sindacato Orsa.

“A parte i freni che inchiodano, problema che ora hanno incominciato a sistemare, le cose che non vanno sono davvero molte, ad esempio gli specchi retrovisori. Quello destro è infatti troppo lungo e rischia di picchiare in testa alle persone che aspettano il bus alla fermata, mente il sinistro è troppo basso – spiega il sindacalista dell’Orsa, Marco Marsano – per non parlare di alcune parti di carrozzeria, che sono semplicemente incollate e rischiano di staccarsi in ogni momento, come le maniglie del finestrino e della porta dell’autista, che sono incollate e quindi ci rimangono spesso in mano”.

Ma c’è di più. “I tergicristalli sono troppo corti, non arrivano ai lati e quindi quando piove non si ha la visuale periferica libera – prosegue – bisogna avere i riflessi davvero pronti perché il rischio è quello di non riuscire a vedere eventuali pedoni che attraversano la strada. Essendo mezzi nuovi, per fortuna non sono ancora esplosi i pneumatici, ma con le buche che abbiamo Genova non si sa quanto potranno resistere gli ammortizzatori”.

Parole testimoniate anche dai fatti. “Alcuni mezzi si sono già dovuti fermare in officina per questioni di natura meccanica ed elettrica, come ad esempio manicotti che perdono acqua, avarie elettroniche alle centraline, porte guaste e controlli ai sedili del posto guida (alcuni di questi infatti sono montati in maniera errata e non permettono agli autisti più bassi di arrivare in sicurezza al pedale del freno – spiega ancora il sindacato –
Inoltre, su questi mezzi non è stato montato ancora il sistema SI.Mon., che non solo indica la reale posizione del bus e il suo orario di arrivo alle fermate, ma permette anche agli autisti di richiedere soccorsi medici o delle forze dell’ordine, cosa che oggi viene fatta con il proprio cellulare”.

Poi ci sono i bus acquistati di seconda mano in Svizzera. “Sono mezzi che hanno già quindici anni di vita ed è difficile che possano sopportare a lungo le condizioni delle nostre strade. Inoltre, molte delle telecamere presenti non funzionano, ma anche se fossero attive non potrebbero essere utilizzate, visto che manca il cartello obbligatorio che ne segnali la presenza”, conclude il sindacato, che la scorsa settimana ha partecipato ad un incontro in Prefettura proprio per parlare di questi problemi inerenti la sicurezza del personale e dei viaggiatori.