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Massa, Bosco, Chionetti: il centrosinistra cerca il suo candidato fuori dai partiti

Dopo la riunione di sabato scorso nella sede dell'Arci la parola d'ordine è "restare uniti". Ancora in ballo anche i nomi di Maurizio Roi e Gianni Crivello

Genova. Se il candidato non dovrà essere di partito ma di coalizione – altrimenti il mondo delle associazioni non lo sosterrà – il lavoro per trovare il nome di chi possa vincere la corsa delle comunali genovesi, nella galassia del centrosinistra, è appena iniziato.

Ma a due giorni dalla riunione nella sede dell’Arci che, insieme ad Anpi, San Benedetto e Costitutione e Democrazia, ha chiamato a raccolta i partiti di centrosinistra (Pd, Possibile, Rete a Sinistra, Articolo 1-Mdp) per impostare la battaglia delle amministrative, si starebbero facendo strada alcuni ragionamenti su figure legate meno ai partiti, appunto, e più alle associazioni e alla società civile. I nomi? Sono tre (al momento) e sono quelli di Ivano Bosco, Domenico Chionetti e Walter Massa. Ma andiamo con ordine.

Ivano Bosco è il segretario generale della Cgil di Genova. 60 anni, una lunga esperienza come segretario provinciale della Filt Cgil, il ramo che si occupa dei trasporti, avrebbe dalla sua una approfondita conoscenza dei problemi economici del capoluogo. Chi ha provato a sondare il terreno si sarebbe trovato di fronte a una non disponibilità, ma non è escluso che, di fronte a una richiesta ad ampio spettro, Bosco possa decidere di metterci la faccia. Inoltre il suo mandato si chiuderebbe tra un anno e mezzo. Certo, il suo nome potrebbe essere inviso a parte del Pd visto che il sindacalista, ormai nel 2015, aveva rifiutato la proposta di un assessorato avanzatagli dall’allora candidata alle regionali Raffaella Paita.

Walter Massa, 45 anni, segretario regionale Arci e coordinatore nazionale Arci Accoglienza, viene dal sociale e ha lavorato per Confesercenti, è stato inserito nel toto-candidati a più riprese, ma non nelle ultime settimane. Non è detto che il suo nome possa essere gradito a tutto lo spettro dei partiti di centrosinistra, in particolare ad alcune voci del Pd, ma non ci sono neppure mai stati dei “niet” decisi, né dal diretto interessato né da parte delle segreterie. A suo tempo, anche Massa aveva detto no a un ingresso in giunta, quella di Marco Doria, sindaco di Genova.

Domenico Chionetti, 38 anni, è la persona che sta portando avanti, e non senza difficoltà, la pesante eredità lasciata da Don Andrea Gallo, non solo per quanto riguarda la gestione della Comunità di San Benedetto al Porto ma anche nell’impegno in diversi ambiti del sociale, con una particolare attenzione a quelli della legalità, del rilancio del centro storico e delle periferie e, tema più che attuale, della lotta all’azzardo.

Restano in ballo nonostante il rifiuto netto del primo, e la scelta di restare nell’ombra del secondo, anche Maurizio Roi (sovrintendente del Carlo Felice, già sindaco nel suo paese – Lugo di Romagna – e con una tradizione politica di sinistra che rimanda al PCI. Non è genovese, ma ha più volte affermato di amare questa città e di avere molte idee per cambiarla) e Gianni Crivello, assessore comunale ai Lavori pubblici, figura in grado di far quadrare le esigenze dei partiti e delle associazioni. Nelle ultime ore è sembrato meno rigido, ai microfoni della webtv “Xliguria” (“vengo dal Pci di Berlinguer, non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità”) ma anche ribadito che al momento la sua posizione non cambia.

Nei prossimi giorni sarà un tourbillon di incontri, riunioni, direzioni e confronti per cercare di risolvere il complicato sudoku delle candidature. Venerdì prossimo associazioni e partiti bisseranno il tavolo di sabato scorso. Domani il Pd incontrerà Rete a Sinistra. Meno probabile, invece, a stretto giro, un incontro tra Possibile e Partito Democratico. Mentre il neonato Mdp non avrebbe preclusioni.

Il punto cruciale sarà comunque tentare di restare uniti. Il sondaggio nazionale fatto effettuare dal Pd, sulla scrivania del responsabile enti locali Matteo Ricci, vedrebbe il centrosinistra poco sopra il 30%, il centrodestra al 30% e il M5S poco sotto. Ma questi risultati reggono solo con l’ipotesi di un centrosinistra che si presenti alle urne con un solo candidato unitario. Altrimenti, l’alternativa, sarà quella delle primarie. La data c’è già: 9 aprile.