M5S, Pirondini lo sconfitto: "Rendere pubblici i voti". Sulla vittoria di Cassimatis l'ombra dei "dissidenti" - Genova 24
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M5S, Pirondini lo sconfitto: “Rendere pubblici i voti”. Sulla vittoria di Cassimatis l’ombra dei “dissidenti”

All'indomani del sorprendente esito delle votazioni su Rousseau ancora veleni, e dallo Staff nessun complimento alla professoressa che correrà per palazzo Tursi

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Genova. Neppure Paolo Becchi, filosofo genovese in passato molto vicino al Movimento 5 Stelle, era riuscito a prevedere quello che stava succedendo in città. Su Twitter, nel giorno del ballottaggio tra Luca Pirondini e Marika Cassimatis, aveva scritto così: “Tutti sanno da mesi che ha già vinto Luca Pirondini, ma l’illusione della democrazia (etero)diretta bisogna pur lasciarla per i gonzi”.

Tutti sanno invece, oggi, che Pirondini non aveva già vinto affatto e che forse, quel sistema di selezione – il Metodo Genova – che dai dissidenti interni al MoVimento era considerato scarsamente trasparente e democratico, lo è stato, al contrario, così tanto da affossare la candidatura di quello che senza dubbio era il nome maggiormente sostenuto dallo Staff dell’M5S e, in particolare, dalla portavoce Alice Salvatore.

La quale, a distanza di quasi 24 ore dalla candidatura ufficiale di Marika Cassimatis, ancora non ha ritenuto opportuno esprimerle pubblicamente le proprie congratulazioni. Un “in bocca al lupo”, invece, è arrivato all’insegnante di Sestri Ponente da parte del suo avversario Pirondini il quale, però, con lungo post su Facebook polemizza sull’andamento delle votazioni sul sistema Rousseau. L’ultima fase della scelta del sindaco, seguita alle “graticole” e poi alla raccolta di almeno 27 preferenze segrete da parte di candidati consiglieri e presidenti di Municipio.

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Ricordiamo che Cassimatis ha vinto grazie a 362 voti su 700, con soli 20 voti di scarto su Pirondini che scrive: “Ti auguro di vincere e di essere il miglior sindaco che Genova abbia mai avuto. Lo auguro a Genova, per me, la più bella città del mondo!! Non perderò tempo a parlare di tutti quei “personaggetti” che non avendo una vita propria hanno passato gli ultimi mesi a tentare di rovinare la mia”. Prosegue ringraziando chi lo ha sostenuto e poi parte con l’attacco sulle votazioni. “Votazioni, per le quali – scrive – chiederò che vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti candidati consiglieri. Certo che, persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive. Perché è EVIDENTE che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perché ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantinello eccessivo. Ma sono certo che non sia così”.

Cosa può essere successo? Che su un monte voti tutto sommato non ingente, 700 teste, coloro che nelle scorse settimane aveva persino sottoscritto una lettera al Movimento contro il “Metodo Genova”, continuando a essere iscritti e quindi abilitati alla votazione, abbiano fatto pesare l’ago della bilancia non tanto a favore di Cassimatis, quanto a sfavore di Pirondini. Tra loro anche simpatizzanti di Pizzarotti, sindaco di Parma, e di Paolo Putti, ex M5S fondatore di Effetto Genova.

Qual è il rischio? Che la base M5S a sostegno di Marika Cassimatis sindaco non sia solida come lo sarebbe stata quella per il direttore d’orchestra. Lei, ad ogni modo, rifugge ogni dubbio. Sulla propria pagina Facebook nessuna traccia di scontro: “Il giorno dopo… iniziamo a lavorare! Vorrei chiedere a tutti di deporre le armi e far girare il calumet della pace. Basta battibecchi su passato e trapassato, ragioniamo sul qui e ora e guardiamo avanti. Abbiamo un obiettivo comune e lavoriamo su quello, il resto verrà da sé. Genova ci aspetta. Buona lavoro a tutti”.

Luca Pirondini e Marika Cassimatis

Restano alcuni dubbi: è possibile che – in base al non-statuto e ai regolamenti elettorali del M5S si possano invalidare in maniera retroattiva le abilitazioni a certi votanti che abbiano dimostrato espressamente spinte di contrarietà al Movimento? Questo potrebbe far saltare il risultato elettorale? Probabilmente non sarà così.

Intanto c’è già chi, pur accettando e salutando con gioia la candidatura di Marika Cassimatis, la pungola. Sempre su Facebook, naturalmente. Dove tutto e niente accade. Alcuni attivisti le chiedono se accetterebbe, da sindaco, di firmare la penale da 250000 euro proposta a Roma in caso di cambio di partito politico. Altri le suggeriscono di lasciare da parte il “dna ambientalista, no gronda”, no tav e no cemento” perché “altrimenti a Genova non si vince”.

A sostegno di Cassimatis si è espresso Ilio Battistini, attivista tra i candidati sindaco alle graticole, che ha dichiarato: “Ho votato per la professoressa Marika, perché ritengo che abbia le caratteristiche per poter raccogliere voti anche fuori dagli attuali simpatizzanti del Movimento e quindi attuare il nostro programma”.

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