Quando l'Albergo dei Poveri era un carcere e i misteri della tomba del fondatore - Genova 24
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Quando l’Albergo dei Poveri era un carcere e i misteri della tomba del fondatore fotogallery

Tutti i segreti dell'edificio che verrà aperto per le giornate Fai di Primavera

Genova. A vederlo sembra una vera reggia da oltre 60 mila metri quadri di superficie, ma in realtà, tra le tante vite, l’Albergo dei Poveri è stato anche una sorta di carcere, non una vera casa di pena per persone che si sono macchiate di reati, ma per i genovesi che come unica colpa avevano la povertà e che una volta ammalati trovavano ricovero solo all’interno di questa struttura. Tra le curiosità anche la tomba del fondatore, una lastra di marmo scarna e senza neanche una scritta, collocata davanti a una porta, in modo che, in segno di umiltà, la gente potesse calpestarla.

Tutto questo si potrà scoprire in occasione della XXV edizione delle Giornate Fai di Primavera, quando la delegazione di Genova aprirà eccezionalmente un’ala dell’Albergo dei Poveri e l’Archivio Storico della Fondazione Magistrato di Misericordia, abitualmente non accessibili al grande pubblico, in un percorso all’insegna del mecenatismo e dell’attenzione per gli ultimi.

Monumentale espressione della filantropia genovese, oggi di proprietà dell’ASP Istituto Emanuele Brignole, l’Albergo dei Poveri nacque nella seconda metà del Seicento quale istituto di assistenza pubblica destinato all’accoglienza dei cittadini più bisognosi, su iniziativa del nobile Emanuele Brignole (1617-1678). L’imponente edificio fu costruito nella Valle Carbonara, “vicino alla città ed insieme appartato, fuori di mano ma non fuori dagli occhi”. Primo nel suo genere in Italia, era un reclusorio basato sul lavoro: i ricoverati, suddivisi in base al sesso e all’età, avrebbero dedicato la loro giornata alla preghiera e allo svolgimento di attività manuali. L’Albergo dei Poveri ha cessato la sua funzione assistenziale originaria alla fine del Novecento e oggi è una delle sedi dell’Università degli Studi di Genova, che ne detiene il diritto di superficie per ospitarvi aule e attività didattiche e ne sta curando la ristrutturazione interna e l’adeguamento alle nuove esigenze di utilizzo.

In occasione delle Giornate Fai di Primavera sarà visitabile inoltre la Chiesa, intitolata nel 1656 all’Immacolata Concezione e costruita al centro del complesso architettonico dell’Albergo dei Poveri. L’unica navata confluisce sull’altare maggiore, scolpito da Francesco Schiaffino e sovrastato da una statua che raffigura la Madonna dello scultore Pierre Puget di Marsiglia.

Straordinario il patrimonio artistico custodito nell’Albergo dei Poveri: una ricca quadreria con alcune opere di altissimo pregio (tra gli autori Cambiaso, Castello, Paggi, Carlone, De Ferrari), mobili antichi, paramenti sacri, oltre alle scenografiche grandi statue dei benefattori, collocate lungo lo scalone d’onore. Molte di queste opere saranno visibili in anteprima, dopo impegnativi lavori di restauro.

Lungo il filo conduttore dell’opera caritativa, profusa a favore di poveri e ammalati, e alla scoperta di antiche relazioni “documentarie” che permettono di tracciare i profili di alcuni importanti mecenati liguri, in occasione dell’edizione 2017 delle Giornate FAI di Primavera, la Fondazione Magistrato di Misericordia aprirà al pubblico il proprio Archivio che contiene documenti di grande valore storico.

In particolare, l’Archivio conserva, in un unicum ininterrotto che arriva intatto sino ai giorni nostri, documenti risalenti al 1419, data di fondazione dell’Ufficium Misericordiae da parte del Doge Tomaso Campofregoso. Sono registri contabili, filze, preziose miniature, che testimoniano la vocazione alla beneficenza della società genovese e ligure, ed al tempo stesso la grande capacità amministrativa che ne era il necessario presupposto. A corredo dell’Archivio, la Biblioteca custodisce oltre 10.000 pubblicazioni, a partire da preziose Seicentine fino ad arrivare alla pubblicistica contemporanea.

Come di consueto, infine, rientra nel programma anche la Barbieria Giacalone di vicolo Caprettari a Genova, antica bottega di barbiere risalente al 1922, uno degli ultimi esempi di decorazione tra il liberty e il decò sopravvissuti a Genova e rara testimonianza di arredo integrale di un ambiente a funzione commerciale appartenente ad un’epoca storica vicina ai nostri giorni.

Anche quest’anno, i visitatori potranno avvalersi di guide d’eccezione: i ragazzi del Gruppo FAI Giovani Genova, docenti universitari, storici dell’arte, una sessantina di Giovani Apprendisti Ciceroni, ragazzi delle scuole superiori di Genova, e molti studenti universitari. Tutte le visite sono a contributo libero e sarà possibile iscriversi al Fai in ciascun bene aperto.

Ecco le date: Albergo dei Poveri, ingresso Corso Dogali 1, cancello Sabato 25 e Domenica 26, ore 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00).

Archivio Storico del Magistrato di Misericordia, Via dei Giustiniani, 25/4, Sabato 25 e Domenica 26, ore 10.00 – 12.30 e ore 14.30 – 18.00. Conferenze di Isabella Merloni, curatrice dell’Archivio, alle ore 11.00 e alle ore 16.30 di sabato e domenica.

Antica barberia Giacalone, Vicolo Caprettari, 14 R, Sabato 25 e Domenica 26, ore 10.00 – 18.00.

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