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La “sbronza” diventa self service, commercianti sul piede di guerra fotogallery

Commercianti pronti ad organizzare flash mob

Genova. Ubriacarsi di birra da soli davanti a un distributore automatico. Sembra essere questa l’ultima frontiera dello sballo nella movida genovese dopo l’installazione, in alcuni self service del centro storico di Genova, anche di erogatori per la birra. Un’iniziativa che ha provocato una vera e propria “salita sulle barricate” da parte degli esercenti genovesi che da tempo lottano contro un’ordinanza del Comune di Genova che li penalizza e che, adesso, si trovano di fronte al permissivismo nei confronti di questo tipo di iniziative.

Distributore automatico di birre

Qualcuno minaccia di passare alle maniere forti “siamo pronti a incatenarci davanti a queste macchinette”, scrive sui social network un esercente di un locale della città vecchia. Per adesso, comunque si pensa a sensibilizzare i cittadini su questo problema, con un flash mob da fare davanti a questi esercizi commerciali. Queste attività sono assurde intanto dal punto di vista del decoro urbano, spiegano alcuni esercenti.

“Questo per noi è un affronto perché comunque questi distributori già sono degradanti – spiega Marina Porotto, presidente del Civ ‘Genovino’ – perché non sono ci sono controlli neanche in quelle delle degli analcolici. La pulizia non è non è garantita durante tutto l’arco della giornata, sono attività che non portano lavoro, non producono nulla e sicuramente sono luoghi in cui basta oscurare una telecamera poter fare quello che si vuole. Questo è un’altro affronto perché alla fine qui siamo alla bevuta a qualsiasi ora è senza controllo”.

Un problema che diventa anche sociale visto che l’assenza di qualsiasi controllo permette a chiunque di ubriacarsi senza nessuno che possa disincentivare alla cosa. “Non c’è il controllo soprattutto se la persona è in alterato stato alcolico – spiega Porotto – e poi sono proprio degradanti a livello sociale. Le persone sole le persone che hanno problemi possono andare lì, dove nessuno li ascolta, mettersi davanti a una macchina e ubriacarsi e questo, secondo me, non porta assolutamente nulla di buono”.

La speranza, adesso, è quella di un intervento del Comune di Genova per dare risposte a un disagio molto forte. “Ci aspettiamo almeno un una risposta, un comunicato, su quanto hanno potuto permettere – conclude Porotto – ma noi continuiamo a ribadire che chi lavora in modo onesto e porta qualcosa al territorio dovrebbe essere tutelato sempre e comunque, e questo oggi non succede”.