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Iplom, Possibile: “Un futuro a rischio zero”

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Genova. Il 23 marzo scorso presso il Teatro Govi di Bolzaneto #possibile ha partecipato all’incontro pubblico organizzato dalla Prefettura di Genova per la presentazione del nuovo Piano di emergenza Esterno della Società IPLOM di Fegino. Un incontro partecipato e con diversi spunti polemici tra cittadinanza, istituzioni ed azienda che ha evidenziato soprattutto la perdita di fiducia dei cittadini non solo nei confronti della IPLOM ma anche nelle istituzioni, alle quali i cittadini chiedono più sicurezza, più tutela e pongono in sostanza una domanda: “perché dovrebbero sopportare ancora anche un solo minimo rischio per la presenza di questo stabilimento sorto troppo, troppo vicino a case e scuole”.

Secondo il comitato di Fegino non basta più garantire la rispondenza ai parametri di legge, alla valutazione strettamente tecnica dei rischi, siano essi sversamenti, ma soprattutto, esplosioni o incendi. Chi si candida per Genova alle prossime elezioni amministrative dovrà porre in cima alla lista delle priorità l’avvio di confronto con l’impresa che conduca progressivamente alla delocalizzazione di questo impianto. E’ stata invece ribadita la necessità di garantire da subito l’avvio della bonifica conseguente allo sversamento di greggio del 17 aprile scorso ed inserire nei piani di emergenza esterni non solo quanto prevede la legge, ma misure e impianti di protezioni aggiuntivi per il raggiungimento del massimo grado di sicurezza possibile. “Occorre realizzare immediatamente un sistema di allarme esterno che segnali alla popolazione del quartiere che c’è un emergenza in corso e li avvisi il prima possibile della necessità di adottare le misure di protezione”, ha affermato Roberta Burroni, portavoce del comitato di #possibile Valli delle Rose e Terra Vivente.

“Questi sistemi vanno scelti insieme ai cittadini tra quelli che sono in grado di dare loro il massimo senso di sicurezza e garanzia” ha continuato Burroni “prevendendo sistemi multipli di protezione quali lame d’acqua, barriere di raffreddamento e protezione dall’irraggiamento del calore in caso d’incendio, muri di protezione dall’onda d’urto in caso di esplosioni da frapporre tra serbatoi e abitazioni e scuole, interventi sulle abitazioni e sull’edificio scolastico per le parti più esposte verso il deposito.” “Accanto a queste misure di sicurezza” ha concluso Burroni” vanno adottati al più presto sistemi per ridurre le continue e fastidiose emissioni maleodoranti, prevista l’installazione di almeno due centraline di controllo della qualità dell’aria, garantito un numero maggiore di personale addetto all’emergenza e verificata con l’azienda la possibilità di non utilizzare più i serbatoi più prossimi alle abitazioni”.

Insomma #possibile ritiene necessario dare un segnale chiaro e netto che le istituzioni hanno compreso la situazione, tale da non poter più essere affrontata solo su un piano tecnico ed affidato solo alle competenze degli operatori dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile: vanno operate scelte coraggiose per restituire a questi quartieri un senso di sicurezza ormai perduto e traguardare con loro un futuro a rischio “zero”.