Genova

Ilva, Federmanager/Asdai Liguria: “Si rilanci la produzione della banda stagnata”

Genova. Il team di esperti di Federmanager/Asdai Liguria, l’Associazione Sindacale Dirigenti Aziende Industriali della Liguria, continua a seguire con particolare attenzione la vicenda relativa alla privatizzazione di Ilva a pochi giorni dal parere che i commissari dell’azienda trasmetteranno al Governo in merito alle offerte d’acquisto presentate dalle due cordate in gara.

“Riteniamo che sia necessario mantenere e rilanciare la presenza di un importante produttore di acciaio in Italia per il ruolo che ha svolto e che continua a svolgere nel contesto della struttura produttiva del nostro Paese – afferma il Dott. Egildo Derchi, Consigliere di Asdai Liguria ed ex direttore amministrativo di Hellenic Steel società del Gruppo Ilva – Chiediamo che la nuova proprietà, chiunque essa sia, porti a termine la ristrutturazione dello stabilimento di Cornigliano, iniziata con la chiusura dell’area a caldo avvenuta nel 2005, puntando sul rilancio della banda stagnata e conquistando la posizione di leader del mercato italiano persa in questi anni a favore di concorrenti stranieri”.

Il mercato italiano, infatti, consuma circa 800 mila tonnellate all’anno di banda stagnata di cui solo 100 mila prodotte in Italia. La rimanente parte, pari ad un valore di circa 600 milioni di euro viene importata per il 60% da produttori dell’Unione Europea (Germania, Olanda, Francia e Spagna) e per il 40% da produttori non europei quali Cina, Corea, Brasile, Taiwan e India. Quasi 300 mila tonnellate all’anno di banda stagnata utilizzate nel nostro Paese sono importate da paesi extra Ue con una perdita annua di fatturato di circa 250 milioni di euro.

“Un rilancio per Cornigliano è possibile basti pensare che nel 1990 in Italia si producevano 500 mila tonnellate all’anno di banda stagnata. I nuovi acquirenti – prosegue Derchi – dovranno investire per migliorare la qualità dei rotoli laminati a caldo prodotti a Taranto e, per una nuova linea di produzione da affiancare agli impianti esistenti per aumentare la produzione delle linee di trattamento e rivestimento di Cornigliano”.

“E’ assolutamente fondamentale per fermare la deindustrializzazione del nostro territorio che nel piano industriale della nuova proprietà sia previsto tale potenziamento peraltro da realizzare con costi di investimento decisamente minoritari rispetto a quelli necessari per l’unità produttiva di Taranto – aggiunge l’Ing Pierluigi Curletto, consigliere di Federmanager/Asdai Liguria ed esperto di impianti siderurgici – Da questa scelta dipenderà il futuro di Cornigliano e dei suoi circa 1500 addetti”.

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