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Genova in Comune, lista e candidato sindaco sulla scia di De Magistris: “Vogliamo essere il quarto polo”

Sabato l'assemblea pubblica per scrivere il programma

Genova. Un audit su debito pubblico della città con censimento di tutti i beni comunali, la lotta evasione fiscale che sottrae risorse ai cittadini, il no deciso alla cessione di Amiu ad Iren, il no al consumo di territorio con grandi opere inutili e un welfare che abbia attenzione soprattutto ai più deboli.

Sono questi i punti principali del programma di Genova in Comune che verrà elaborato nei dettagli a partire da sabato in un’assemblea pubblica che si svolgerà nella sede di Music for peace per tutta la giornata.

“Vogliamo essere alternativi al centro destra, al centro sinistra e al movimento 5 stelle che è diventato soprattutto un partito azienda” spiega il consigliere comunale di Federazione della sinistra che insieme al collega Gian Pastorino, a Danilo Zannoni, Simonetta Astigiano e Giacomo Marchetti è l’animatore del progetto. Genova in comune avrà anche un suo candidato sindaco che verrà scelto insieme a quanti vorranno partecipare al percorso che “vuole però essere di ben più ampio respiro rispetto alle elezioni amministrative che sono tra tre mesi” dice Zannoni.

Genova in Comune guarda all’esperienza del sindaco partenopeo Luigi De Magistris e a quella della municipalità di Barcellona “che dimostrano come anche Genova, città più semplice di Napoli e Barcellona – possa essere governata in modo diverso” dicono gli espandenti di Genova in Comune. Proprio Luigi De Magistris dovrebbe arrivare a Genova nelle prossime settimane per sostenere politicamente il progetto raccontando la sua esperienza.

Quella di Genova in Comune che al momento riunisce singoli cittadini fra cui anche dirigenti di Rifondazione comunista (ma il partito ancora non si è espresso ufficialmente) guarda, come unica affinità possibile tra le attuali forze in consiglio comunale, agli ex grillini che hanno formato il gruppo Effetto Genova (Paolo Putti, Mauro Muscarà, Emanuela Burlando e Stefano De Pietro): “Abbiamo praticamente sempre votato allo stesso modo – ricorda Antonio Bruno – e la logica vorrebbe che i due mondi si parlassero. Li inviteremo sabato alla nostra iniziativa”.