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A Genova 24 milioni per riqualificare le periferie, la denuncia: “Nemmeno un euro per Cep e Begato” foto

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Genova. “24 milioni di euro a disposizione del Comune per la riqualificazione delle periferie genovesi, nemmeno un euro per Cep e il Cige di Begato, ma anche altri quartieri come Pegli 3 o le zone popolari del centro e del levante”. Così denuncia Fabio Ariotti, Vicesegretario della Lega Nord a Genova, per decenni la sinistra genovese ha vinto grazie al voto nei nostri quartieri e adesso questo è il ringraziamento che ci riservano.

“Le periferie genovesi un tempo roccaforte del Pci in pochi anni sono diventati zone dove i cosiddetti partiti populisti riscuotono maggiore successo, questo è la dimostrazione di come movimenti come la Lega sono vicini ai problemi delle fasce meno abbienti della cittadinanza, luoghi dove ancora si respira la semplicità e la spontaneità della gente, e dove la voglia di libertà è tanta, ne è la prova la percentuale del “No” al Referendum Costituzionale che al Cep è stata la più alta di tutti gli altri quartieri genovesi. 18 milioni di euro stanziati dal governo e altri 6 aggiunti dal comune, questa cifra servirà per la riqualificazione di zone come Sampierdarena, Campasso e Certosa e comprende diversi interventi di recupero di strutture e spazi urbani come ad esempio il restauro del palazzo Grimaldi, la riqualificazione del mercato e di piazza Tre Ponti; riqualificazione del Centro Civico Buranello e delle arcate ferroviarie; recupero dei Magazzini del Sale; riqualificazione dell’area ex deposito veicoli in via Sampierdarena, demolizione ex biblioteca Gallino e creazione di una pubblica piazza nell’area; trasformazione del mercato ovo-avicolo del Campasso, restauro del Chiostro di Certosa”, prosegue.

“Zone che hanno certamente bisogno di attenzione, ma il comune non si dimentichi dell’estrema periferia, sempre più isolata e abbandonata a se stessa, decine di locali dismessi, campi da calcio o di altri sport completamente invasi dalla sterpaglia, giochi per bambini in condizioni fatiscenti, linee di trasporto pubblico sempre più ridotte, e un degrado che avanza inesorabile. Essendo nato cresciuto e residente tutt’ora in un quartiere popolare mi faccio portavoce delle problematiche delle persone che abitano in queste zone, e dico che era semplicemente doveroso da parte del comune ricordarsi di noi, ed è una vergogna che con una cifra così alta nemmeno una piccola parte è stata destinata a zone difficili e con tanti problemi come le nostre. Ancora una volta la nostra gente si rimboccherà le maniche in attesa che finalmente a palazzo Tursi qualcosa possa cambiare”, conclude Ariotti.