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Genova 2017, Rete a Sinistra: “Noi proponiamo idee nuove, pronti al confronto con le forze in campo”

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Genova. “Abbiamo letto la lettera di Luca Borzani e ne apprezziamo i toni e gli spunti. Questa città ha bisogno di idee nuove e innovative. Ormai mesi fa abbiamo presentato una serie di studi sulla situazione sociale, economica e demografica della città e, per primi, abbiamo iniziato a dire che ci troviamo di fronte a un bivio: da una parte un lento declino, dall’altra nuove opportunità per giovani e anziani, un nuovo futuro per Genova. Oggi sembra che queste considerazioni siano sempre più condivise, Borzani nella sua lettera dice proprio la stessa cosa e si mette a disposizione non come candidato ma per ragionare sulle idee e sulle proposte”. Lo dice il direttivo di Rete a Sinistra in una nota.

“Il 28 gennaio abbiamo lanciato le nostre cinque idee per la città, discutiamone. Cercare i nomi senza legarli alle idee è sbagliato e non funziona. Leghiamo le due cose, confrontiamoci su proposte concrete, capiamo chi le condivide e se è possibile o meno costruire alleanze e poi quali persone le rappresentano meglio. In questo momento costruire un’alleanza ampia è possibile solo col coinvolgimento diretto della società civile su un programma chiaro e autenticamente condiviso. Percorsi diversi, condotti ciascuno rinchiuso nel proprio recinto, centrati solo su nomi da presentare, non sarebbero compresi dai cittadini e destinati a fallire. Crediamo, ad esempio, che Genova stia soffocando nel cemento e proponiamo un piano per aumentare gli spazi verdi e le aree pedonali, unito a un grande programma di ristrutturazioni e riuso degli edifici esistenti: perché è assurdo che ci siano 33mila case sfitte e tante persone senza casa”, prosegue la nota.

“Pensiamo a una misura per dare opportunità ai giovani che scelgono di restare a Genova, un reddito minimo per dar loro autonomia e spazi e strutture per creare nuove imprese. Abbiamo proposto di trasformare AMT in una cooperativa di utenza perché pensiamo che i cittadini possano essere i proprietari della loro azienda di trasporti pubblici. Un’idea che unita alla realizzazione di alcune infrastrutture chiave può cambiare la mobilità in città.
Tutte queste proposte sono raccolte in un documento, con cifre e dettagli, a disposizione di una discussione pubblica. Apriamola immediatamente e che nessuno si sottragga per tatticismi a dire come la pensa”, termina il direttivo.