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Ericsson, nulla di fatto a Roma. I sindacati: “Azienda rifiuta ammortizzatori e tavolo al Mise”

Confermati 354 esuberi di cui 61 a Genova. Sindacati chiedono nuovo incontro urgente in Regione

Genova. Nulla di fatto nel primo incontro che si è svolto oggi a Roma tra Ericsson e il sindacati dopo che la multinazionale svedese ha aperto la quattordicesima procedura di licenziamento collettivo per 354 dipendenti di cui 61 a Genova.

“E ‘stato un incontro interlocutorio dove le posizioni sono rimaste distanti – spiega Marco Paini rsu Ericsson Genova – perché l’azienda si ostina a non voler fare ricorso agli ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà o la cassa integrazione come invece hanno richiesto anche oggi Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil”. Non solo. L’azienda, contrariamente a quanto era trapelato a gennaio, non vuole neppure sedersi a un tavolo con il ministero dello Sviluppo economico: “In pratica Ericsson – spiega Fabio Allegretti, Slc Cgil – non vuole che si parli di crisi ma noi quattordici procedure anno non sappiamo come altro chiamarle, anche se Ericsson ci ha spiegato che oltre a licenziare sta assumendo alcuni giovani in stage, il che rende ancora più grave questa situazione”.

Ora i sindacati nazionali dovrebbero aprire lo stato di agitazione per arrivare a uno sciopero in tutte le sedi seguendo la procedura prevista dalla legge 146 che regola i servizi pubblici a cui alcuni dipartimenti di Ericsson sono sottoposti.

Intanto a Genova è previsto per il 5 aprile un incontro con la Regione Liguria ma i sindacati premono per anticipare l’appuntamento visto che per arrivare a un accordo i tempi sono stretti. “Avevamo chiesto un incontro anche al Comune di Genova – aggiunge Allegretti – ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta”.