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“Dal Diamante nascono i fiori”, le Dighe da problema a risorsa al centro di un incontro pubblico oggi in via Maritano

L'appuntamento alla Casetta Ambientale alle 14e30, vicino a una delle architetture più "brutali" di Genova, per confrontare le idee per il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica

Genova. La chiamano architettura brutale. Una definizione che è tutta un programma. Ma se nel resto del mondo queste strutture pesanti, aggressive, giganti di cemento, sono state riconvertite diventando addirittura mete di pellegrinaggi turistici (per gli amanti del genere) a Genova restano il simbolo di un periodo – gli anni Ottanta – in cui fu necessario edificare in maniera massiccia. E lo si fece senza tenere conto delle esigenze dell’ambiente e delle cittadini.

Siamo in Valpolcevera, il quartiere Diamante. Data di nascita: 1984. Due palazzi, Diga Bianca e Diga Rossa. 19 piani ciascuna incastonati tra le colline. 3500 abitanti. Pochissimi esercizi commerciali (un discount, un bar, una farmacia, una tabaccheria). Costi di manutenzione altissimi, visti i materiali di scarsa qualità utilizzati nella costruzione.

Centinaia di appartamenti vuoti. Le porte murate per evitare le occupazioni abusive. Marta Vincenzi, anni fa, quando era sindaco, aveva proposto di abbattere parte delle Dighe e di trasferire gli inquilini in un luogo più ameno, a valle: la ex Miralanza di Teglia. Progetto, naturalmente, mai andato oltre la fase di idea. Spesso, Dighe e dintorni, salgono alla ribalta per fatti di cronaca. Come questo.

Tuttavia, anche nel quartiere Diamante, qualcosa è cambiato in positivo negli ultimi anni. L’apertura di un centro di educazione territoriale, uno spazio per i bambini, un ambulatorio dove – molto lentamente, troppo – sono stati attivati servizi Asl, come un medico di base, un ginecologo, un centro prelievi. I trasporti pubblici sono, tutto sommato, efficienti. Il 270 per lungo tempo è stata considerata una linea pericolosa dagli stessi conducenti Amt, ma la situazione non è più fuori controllo.

Nel 2009 la decisione del Comune di smantellare le passerelle all’ultimo piano dei palazzi: invece di costituire un collegamento tra le due dighe, erano diventate una terra di nessuno, o meglio, il paradiso di spacciatori e ricettatori. Negli ultimi anni è migliorata – anche se i problemi sono tutt’altro che risolti – anche la situazione degli ascensori, spesso fuori uso.

Dello stato dell’arte al quartiere Diamante e nelle altre strutture Erp, edilizia residenziale pubblica, della Valpolcevera (San Quirico, via delle Tofane, parte del Cige, via Giro del vento), si parlerà questo pomeriggio, alle 14.30, alla “Casetta ambientale” di via Maritano 102, un altro nuovo arrivo nel quartiere, inaugurata nel 2012 e dove svolgono le loro attività varie associazioni.

casetta ambientale

Parafrasando De André: “Dialogo sull’edilizia residenziale pubblica – Dal Diamante nascono i fiori. Idee per la città”, il nome della tavola rotonda, aperta al pubblico, alla quale partecipano anche Gabriele Rabaiotti, assessore alle Politiche della casa del Comune di Milano, la corrispondente genovese Emanuela Fracassi e Fabio Scaltritti, della comunità di San Benedetto di Alessandria.

“Abbiamo scelto questa sede – spiega Jole Murruni, presidente del Municipio Valpolcevera – per inserirla nell’ambito della Festa di Primavera del quartiere, che prosegue fino a domenica con laboratori e attività sportive e ludiche, ieri c’è stata l’expo delle scuole e i ragazzi, gli insegnanti e i genitori che sono arrivati hanno potuto apprezzare questa struttura pubblica a molti sconosciuta”. Come dire: il bello c’è, ma non si vede.

Nella Casetta ambientale, ogni martedì, da qualche anno, avviene una distribuzione di alimenti nell’ambito del progetto Crea, in collaborazione con il mercato ortofrutticolo di Bolzaneto: il cibo invenduto, ma ancora buono, viene donato alle famiglie in difficoltà segnalate dai servizi sociali. Nella stessa sede si svolgono anche i laboratori dell’associazione Meglio insieme, che si occupa di integrazione di malati psichici. E tanto altro ancora, compreso un orto urbano realizzato sulle fasce strappate al cemento e all’ombra delle Dighe.

palazzo begato

La speranza è che dall’incontro di oggi – afferma Murruni – possano nascere nuove idee per la riqualificazione, tenendo conto delle difficoltà economiche in cui versano i Comuni, ma anche di quello che già è stato possibile realizzare nonostante questa problematica”.