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“Conti di Lavagna”: usura, estorsione e traffico di droga. Nuova operazione contro la ‘ndrangheta foto

Nuovi arresti e perquisizioni in provincia di Genova

Genova. Dalle prime luci dell’alba di questa mattina, nella provincia di Genova, è in corso una grande operazione della polizia, condotta dalla Squadra Mobile di Genova e dal Servizio Centrale Operativo, con arresti e perquisizioni a carico di persone indagate per associazione a delinquere di stampo mafioso.

corsia pronto soccorso

Tutti sono ritenuti appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese, ma da anni residenti in Liguria, accusati dei reati di usura, estorsione, esercizio abusiva di attività finanziaria e traffico di stupefacenti, oltre che di riciclaggio di denaro di provenienza illecita con la conseguente intestazione fittizia di beni e società.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, a giugno dello scorso anno erano già state tratte in arresto otto persone nell’ambito dell’operazione “I Conti di Lavagna”, tra cui l’allora sindaco Pino Sanguineti, il consigliere comunale Talerico e l’ex parlamentare Gabriella Mondello. Inoltre erano state eseguite misure cautelari a carico di altre tre persone, oltre all’esecuzione di sequestrati di beni immobili e società per decine di milioni di euro.

Gli ulteriori accertamenti sugli interessi economici della ‘ndrina Rodà-Casile nella provincia di Genova hanno infatti consentito di individuare nuovi investimenti, sia immobiliari che in attività economiche nel settore delle videolottery realizzati dall’uomo di fiducia del capo della struttura territoriale di ‘ndrangheta, la “Locale di Lavagna”.

Sono state eseguite quattro misure cautelari in carcere oltre al sequestro di un prestigioso appartamento situato nella Baia del Silenzio di Sestri Levante, quote societarie, un’automobile di grossa cilindrata e numerosi depositi bancari ritenuti provento dell’attività illecita.

I dettagli dell’operazione verranno resi noti durante una conferenza che si svolgerà presso la Procura di Genova con i vertici della squadra mobile, il procuratore capo Francesco Cozzi e il pm Alberto Lari, titolare dell’indagine.