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Concorrenza, lavoro portuale e aeroporto: ecco i nodi da sciogliere per il Comitato di gestione dell’Authority foto

Signorini: "Daremo una scossa significativa al nostro sistema portuale”

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Genova. Prima riunione questa mattina a Palazzo San Giorgio, a Genova, del Comitato di gestione dell’Autorità Portuale dell’Alto Tirreno che comprende i porti di Genova e Savona, nuovo tavolo che va a sostituire l’ex Comitato portuale pre-riforma varata dal ministro Delrio.

Presenti, insieme al presidente dell’Authority, Paolo Emilio Signorini, tre dei quattro rappresentanti del board, Marco Doria, Francesco Parola, Rino Canavese. Domenico Napoli, invece non era alla conferenza stampa. Quello di questa mattina è stato di fatto un primo incontro di insediamento, per arrivare al primo vero e proprio tavolo operativo sarà necessario, invece, attendere ancora qualche settimana.

“L’Autorità ha un comitato di gestione estremamente qualificato, di esperienza – ha esordito Signorini – oggi abbiamo adottato il regolamento fissato dalla normativa, ed è stata un’occasione per conoscerci, anche con il collegio dei revisori, oltre che un momento per ipotizzare il prossimo calendario dei lavori”.

Un punto di svolta per raccogliere il frutto di questi mesi “in cui non siamo stati certo a guardare”, ha quindi sottolineato Signorini.

Diversi i provvedimenti istituiti, sia sul fronte integrazione tra i porti di Genova, Savona e Vado, cuore della riforma, sia sui numerosi dossier da portare avanti. “Ora che ci sono le condizioni operative – ha spiegato il presidente – nei prossimi due e tre mesi daremo una scossa significativa al nostro sistema portuale”.

Entro un mese, sarà definito anche il segretario “una persona con tutti i requisiti”, preferibilmente in grado di fare “sintesi tra istituzioni e comunità portuale”.

Al primo punto del calendario dei lavori ci sarà certamente il documento più importante, il bilancio, come detto da Signorini. Poi il tema concessioni, la Torre piloti di Genova, e tutti gli arretrati sia per quanto riguarda Genova, sia Savona, con le concessioni da deliberare e, a stretto giro, le assegnazioni dei bacini nel porto del capoluogo (assetto della Nuova Darsena in primis, e Calata Bettolo data la concessione deliberata nell’ormai lontano 2014 e non ancora operativa).

Nel corso della conferenza stampa sono stati esaminati anche molti dei temi strategici che riguardano la fusione dei due scali e che riguardano l’integrazione tra grandi spazi che saranno a disposizione, come la piattaforma Maersk a Vado e Calata Bettolo a Genova, e il traffico di contenitori. “Un tempo si parlava di 10 milioni di Teus, ma noi ci accontentiamo di meno – ha spiegato Signorini a margine dell’incontro – con 4/4,5 mln di container, che credo siano un obiettivo possibile, potremo fare lavorare in modo adeguato entrambi i terminal”.

Il Comitato ha anche affrontato il tema legato ai collegamenti e all’aeroporto di Genova. Il presidente ha annunciato che si sta lavorando alla ricerca di un nuovo management che possa dare maggiore competitività allo scalo. “Ma questo non è un giudizio negativo sull’attuale management”, ha sottolineato Signorini.