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Chiusura Telecity, il Consiglio regionale dice no all’unanimità

Genova. Fermare le procedure di licenziamento collettivo, riaprire il confronto sul rilancio editoriale, ripristinare le norme contrattuali e procedere al pagamento delle mensilità arretrate e della tredicesima. Sono queste le richieste contenute all’interno dell’ordine del giorno presentato dal Pd in Consiglio regionale (primo firmatario il consigliere Pippo Rossetti) e approvato all’unanimità, sulla difficile situazione in cui si trova Telecity e in particolare la sede genovese dell’emittente che rischia di essere completamente chiusa.

“Telecity – si legge nell’odg – ha sempre raccontato la realtà e la cronaca locale mettendo in contatto i cittadini con gli amministratori. Oggi la sede genovese in cui lavorano 3 giornalisti, 3 tecnici, un amministrativo e una segretaria è stata interamente inserita nella quota degli esuberi nell’ambito della pratica di licenziamento collettivo avviata e che prevede, a livello nazionale, il licenziamento del 60% dei lavoratori di Telecity-Telestar-Italia 8”. Il Gruppo del Pd “sostiene sia incomprensibile che la proprietà assuma una decisione così grave per l’impatto sociale che può avere in Lombardia, Piemonte e Liguria dopo aver ripetutamente lasciato cadere la disponibilità offerta nel corso degli anni dalle organizzazioni sindacali di condividere un progetto di rinnovamento editoriale del gruppo”.

Inoltre, sostengono i consiglieri del Partito Democratico è “altrettanto incomprensibile che l’azienda rinunci persino agli ammortizzatori sociali, tenuto conto che la stessa azienda ha da subito rifiutato il prolungamento del ricorso agli ammortizzatori conservativi, che pure erano stati prospettati e che sarebbe stato possibile ottenere”.