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Campo nomadi a Bolzaneto, arrivano i contatori Enel (e le bollette)

Ma quelle legate a utenze di gas e acqua, arrivate a giugno alle famiglie sinti, non sono mai state pagate. Se n'è parlato oggi in consiglio comunale

Genova. Avrebbero dovuto essere installati entro fine anno, ma bisognerà attendere ancora qualche settimana per i contatori dell’Enel presso il campo nomadi di salita Nostra Signora della Guardia a Bolzaneto. Se n’è parlato nell’ultima seduta del consiglio comunale durante un’interrogazione alla giunta sulla gestione dei campi in città.

Dopo la ricostituzione da parte del Comune del Comitato di gestione tra istituzioni, terzo settore e rappresentanti della comunità sinti, si era arrivati a un accordo: le famiglie che vivono nel campo si sarebbero assunte il costo delle utenze di acqua, gas e luce. Ma l’installazione non è stata semplice perché Enel non contemplava la possibilità di attivare delle linee in spazi dove non ci fossero, di fatto, edifici.

Per aggirare l’ostacolo il Comune ha fatto costruire, presso il campo di Bolzaneto, un muro dove saranno incassati i contatori e un marciapiede per permettere agli addetti della società di energia di effettuare controlli e letture. “Abbiamo speso circa 10 mila euro” ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Emanuela Fracassi.

Bolletta Enel

E per quanto riguarda i servizi di acqua e gas? Le famiglie avevano ricevuto, a giugno, alcuni bollettini nei quali si calcolava la spesa legata ai reali consumi di ogni nucleo, “ma – continua Fracassi – l’operazione non è andata a buon fine, nonostante gli sforzi dell’amministrazione le bollette non sono state pagate”.

Queste azioni, dall’efficacia ancora da confermare, sono il frutto dell’atto di indirizzo per la gestione del campo sinti di Bolzaneto approvato dalla Giunta comunale oltre un anno fa e del nuovo Regolamento di gestione del campo messo a punto in ottobre.

In Aula rossa si è parlato anche del recente sgombero del campo nomadi di via Muratori a Cornigliano. Gli ospiti erano stati accompagnati in albergo dove gli adulti hanno potuto soggiornare per 3 giorni, le famiglie con bambini per 7 giorni. “Abbiamo deciso – spiega ancora l’assessore Fracassi – in accordo con i servizi sociali, di garantire l’ospitalità fino alla fine del periodo scolastico alle famiglie che dimostrino che i figli vanno regolarmente a scuola”.

Campo nomadi Bolzaneto

Critiche da parte di alcuni consiglieri dell’opposizione come Alessio Piana (Lega Nord), Andrea Boccaccio (M5S) e Mario Baroni (Forza Italia) che hanno fatto notare come lo sgombero di alcuni campi non rappresenti una soluzione definitiva per la gestione dei nomadi in città. “Si chiude un campo, se ne regolarizza un altro – ha detto Baroni – ma in questo momento esistono già altri insediamenti abusivi”. In Valpolcevera si va da via Morego, a via Morasso alla zona della ex Fonderia al Boschetto, senza tralasciare l’ormai quasi stanziale campo rom di via Bruzzo a Bolzaneto.

Entro fine mandato la Giunta Doria prevede anche lo sgombero di quest’ultimo insediamento, vicino al torrente Polcevera e al mercato ortofrutticolo, dopo che la società Spim avrà acquisito le aree. I campi chiusi negli ultimi anni sono stati quelli sul greto del torrente Cerusa, in Lungomare Canepa, sulla Fascia di Rispetto di Prà, in via Pietro Chiesa, all’uscita della Sopraelevata in via di Francia, in via Prasca, un via Polcevera/passo Torbella, uno dei due presenti in via Bruzzo, in salita Acquamarsa, in via Adamoli, nel rio Torbido.