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Bocciato il reddito di cittadinanza. M5S: “Schiaffo ad 80 mila liguri”

Pd: "Proposta vergognosa: non ci sono i soldi". Forza Italia: "Quei 27 milioni non esistono"

Genova. Solo 7 sì, contro 23 no. Finisce così la proposta del M5S di istituire in via sperimentale il reddito di cittadinanza in Liguria, con il Consiglio regionale che oggi ha respinto in maniera netta il provvedimento. A favore solo i grillini, Rete a Sinistra e Libera-mente Liguria, la nuova forza del Gruppo Misto formata dal fuoriuscito M5S Battistini. Contrari, invece, centrodestra e Pd.

E dopo il voto scoppia, naturalmente, la polemica. Durissimi i 5 Stelle: “oggi la Liguria ha perso un’occasione storica. Il Partito Unico (mai così compatto) ha bocciato il Reddito di cittadinanza, dando, così, uno schiaffo agli 80 mila liguri che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa minima. Le risorse c’erano, bastava la volontà politica per trovarle. Se, invece, ritengono il contrario, perché non hanno presentato emendamenti in commissione o in Consiglio regionale per rendere concreta una proposta che restituirebbe ossigeno vitale migliaia di liguri in difficoltà?”.

“La verità è che il Partito Unico ha preferito tirare su un muro, limitandosi a fare propaganda politica, senza mai entrare davvero nel merito della Proposta di legge. A Toti & C. interessava evidentemente di più spendere la stessa cifra per acquistare una reggia di cui nessuno sentiva il bisogno, in barba alle vere condizioni di miseria con cui decine di migliaia di nostri concittadini si trovano a fare i conti. La vecchia partitocrazia passa il tempo a far finta di litigare, ma è compatta come un monolite quando si tratta di arroccarsi sui propri interessi e bloccare l’unica vera manovra in grado di restituire reddito, dignità e occupazione a migliaia di cittadini liguri abbandonati dalle istituzioni. Noi, al contrario del Partito Democratico, voteremo a favore della loro proposta per il reddito inclusivo, perché, nonostante la totale assenza di misure per il reinserimento nel mondo lavorativo, rappresenta comunque un timido passo nella direzione giusta”.

La proposta avrebbe introdotto un reddito di cittadinanza mensile di 400 euro per 7 mila liguri sotto la soglia di povertà utilizzando 27 milioni di risorse regionali. Un progetto pilota da allargare a 80 mila liguri. Inizialmente era previsto uno stanziamento di 800 milioni di euro. E proprio sui fondi si è imperniato il dibattito.

“Il Governo con il nuovo strumento per il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) – ha spiegato la vicepresidente della Regione Sonia Viale – ha stanziato un miliardo e mezzo sul tema, di cui 30 milioni arriveranno alla Liguria, siamo contrari all’impostazione governativa, ma mentre le risorse regionali a disposizione sono sempre più esigue non possiamo impegnarle per una misura irrealizzabile, mentre il Governo sta intervenendo a livello nazionale”.

Più netto il Pd, con il consigliere Giovanni Lunardon. “Una proposta vergognosa – ha attaccato – perché priva della copertura finanziaria. In poche parole: illudono i cittadini e dimostrano di non avere la cultura di governo necessaria a guidare una città, una Regione o il Paese. Da più di un anno il Pd ha presentato una proposta di reddito di inclusione, che invece, prevede, per la sua sperimentazione iniziale, l’impiego di 2,5 milioni di euro, che si possono prendere subito dai Fondi di riserva. Non si combatte la povertà con proposte irrealizzabili, sapendo già che non avendo le copertura finanziarie saranno bocciate”. Così come il capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza: “E’ una proposta da venditore ambulante, diminuita da 800 a 27 milioni in pochi mesi, se aspettavamo ancora un po’ arrivavano a 7 milioni. E’ stato un voto sul nulla, su 27 milioni che non esistono”.

Qualche distinguo anche da chi ha votato a favore. “La proposta – ha precisato il capogruppo di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – è passata da 800 a 27 milioni, l’M5S ha fatto male i conti, ma mantengo fede al mio impegno a favore del reddito di cittadinanza, in futuro mi auguro maggiore rigore da parte dell’M5S per rispetto dei cittadini”. “Una proposta molto ridotta nella platea di riferimento e nella misura d’integrazione al reddito – ha concluso Francesco Battistini (Libera-mente, ex M5S) – 400 euro sono pochi, ma sarebbero stati comunque un segnale. Ho votato a favore nonostante l’M5S a dispetto del nessuno deve rimanere indietro avesse proposto con un emendamento respinto di escludere dal reddito di cittadinanza i migranti con permesso di soggiorno”.