Biodigestore Isola del Cantone, Lega Nord: "Stop al progetto" - Genova 24
Rifiuti

Biodigestore Isola del Cantone, Lega Nord: “Stop al progetto”

il biodigestore di Cairo

“Il progetto della società Energa srl per la realizzazione di un biodigestore in località Camposaragna a Isola del Cantone deve fermarsi qui”. A dirlo, insieme ai sindaci dei comuni della Valle Scrivia, del basso Piemonte e alle associazioni ambientaliste è Natale Gatto, consigliere nazionale Lega nord e segretario della sezione di zona, da tempo schierato in prima linea contro la costruzione della centrale per la produzione di energia elettrica da biogas nel comune del Genovese, al confine con la provincia di Alessandria.

Il contestato impianto da 33mila tonnellate di rifiuti l’anno, di cui l’80% solidi urbani (umido) e il restante 20% di derivazione industriale, è da due anni un incubo per i cittadini della Valle Scrivia e del basso Piemonte, che temono di non riuscire più a dormire sonni tranquilli: a far paura è lo spettro del biogas proprio davanti casa, in una zona in cui l’insediamento non è previsto da alcun piano regolatore.

La preoccupazione più grande – fanno sapere sindaci e ambientalisti – riguarda in primis le finalità dichiarate dagli stessi produttori dell’impianto, secondo cui l’interesse “esclusivo” dell’azienda non sarebbe la produzione di energia sostenibile (“gas buono”) ma il “trattamento di rifiuti”.
C’è da considerare, poi, che il prodotto in uscita ha un certo odore e non è neanche adatto come concime per i campi, contrariamente a quanto affermato da Energa, perché è un liquame che non deriva esclusivamente da scarti alimentari e animali, bensì un rifiuto sia “in entrata” che “in uscita”.
Ma la questione più importante è che l’impianto non è previsto né nella pianificazione della Regione Liguria né in quello della Città metropolitana di Genova, dunque in teoria non potrebbe accogliere nemmeno un sacchetto di rifiuti al suo interno, qualora venisse realizzato. E lo stesso piano della Città metropolitana a oggi non prevede biodigestori quando il volume dello smaltimento è minimo, come nella fattispecie, ma prevede semplicemente impianti aerobici di gestione dei rifiuti (trasformazione dell’umido in fertilizzante senza combustione e produzione di gas).

“Non stiamo a discutere di chi poteva fare di più o su chi addossare la colpa – ribadisce Natale Gatto – perché è inutile. L’impianto non si può fare per vari motivi: si trova nell’alveo del torrente Scrivia che fornisce acqua potabile a 140mila persone, in una zona a rischio idrogeologico, vicino alle abitazioni e a due fabbriche alimentari e con una sola via di collegamento (la statale dei Giovi) che verrà sovraccaricata di camion e traffico”. La centrale inoltre, è sovradimensionata rispetto alle esigenze della Valle: prevede, infatti, lo smaltimento quotidiano di 90 tonnellate di biomassa grigia, a fronte di un fabbisogno della Valle di solo 2 tonnellate.

L’area deputata all’insediamento chimico, infine, è vincolata dal punto di vista paesaggistico, e spetterà alla Regione rilasciarne l’autorizzazione. Alla Città metropolitana e al sindaco Doria, invece, sarà demandata la decisione definitiva sulla realizzazione dell’impianto. “Organizzeremo una manifestazione di protesta presso il Consiglio regionale quando sarà discusso il piano paesaggistico – continua Gatto – e un’altra ancora quando il progetto sarà discusso alla Città metropolitana. M’impegno comunque ad ascoltare ancora una volta i nostri rappresentanti regionali per curare gli interessi ambientali di un territorio fertile e incontaminato come il nostro”. E continua: “Non possiamo accettare che la bellezza della Valle venga messa nuovamente in pericolo dalla costruzione di scempi ambientali, come è successo negli ultimi 40 anni. Con i nostri assessori di maggioranza, in particolare con Stefano Mai (Agricoltura) ed Edoardo Rixi (Sviluppo economico) abbiamo sempre cercato di portare benessere e occupazione in questi luoghi, finanziando ad esempio l’avvio di nuove attività imprenditoriali soprattutto nel campo dell’agricoltura sostenibile, dell’artigianato e del commercio, perché quello che ci sta più a cuore è la tutela dell’ambiente e dei cittadini”.