(dis)servizio

Bassa Valbisagno senza ambulanze, ancora sospesa la Nuova volontari del Soccorso

La Asl ha riscontrato alcune non idoneità nella nuova sede di via Canevari ma dalla pubblica assistenza attaccano: "Falsità, questo è accanimento"

Genova. Un bacino di utenza da 70 mila persone senza la certezza di un servizio di soccorso e trasporto in ospedale. Succede in Bassa Valbisagno dove, ancora una volta, la pubblica assistenza Nuova Volontari del Soccorso è congelata nelle sue attività per questioni burocratiche.

Questa volta il servizio di trasporto è stato sospeso per una delibera della Asl – autorizzazione da rivedere – legata a presunte non idoneità riscontrate all’interno della nuova sede della “croce”, nell’ex palazzo Enel di via Canevari.

Per la direzione della Nuova volontari del soccorso, che ha saputo di questo stop pochi giorni fa, è stata una vera e propria doccia fredda. “Abbiamo ricevuto la visita di un funzionario Asl – racconta la presidente Mara Parodi – e durante il controllo ci aveva detto che andava tutto alla perfezione, c’era solo un problema, e risolvibile, con una vasca di sanificazione, collocata vicino alle docce. Quando, dopo 20 giorni, ci è arrivata la lettera della Asl abbiamo sgranato gli occhi”.

Sì, perché tra “tutto alla perfezione” e “tutto da rifare” ce ne passa. Secondo gli appunti del funzionario: mancavano gli spogliatoi femminili, bagni non a norma, mancanza di un magazzino per le bombole di ossigeno, presenza di rifiuti e detriti nell’area esterna all’edificio. “Le prime annotazioni riportano cose false, possiamo dimostrarlo – spiega Parodi – per quanto riguarda l’area esterna, non dipende da noi. E in questo il municipio ci verrà incontro dando una ripulita”. Quello che si chiedono i volontari è: perché la pubblica assistenza che aveva sede, fino a un anno fa, negli stessi spazi poteva operare senza problemi?

8 dipendenti, 40 soci, 15 ambulanze, una sede a San Fruttuoso, in via Repetto (ferma anch’essa per una questione di documenti inviati con due giorni di ritardo) e una in via Canevari, appunto, assegnata dopo la chiusura per non idoneità di quella di via Fereggiano. “Sono passati ormai sei mesi dal momento in cui ci siamo resi disponibili a ripartire – racconta la presidente della Nuova Volontari del Soccorso – i nostri ragazzi soccorrono chiunque se si trovano in zona, ma non possono trasportare”. I ritmi della pubblica assistenza erano alti: 1400 interventi al mese tra urgenze, dialisi e trasporto di pazienti cronici.

La Nuova Volontari del Soccorso non fa parte di Anpas, l’associazione nazionale pubbliche assistenze, come invece altre realtà di intervento e trasporto malati a Genova. “E’ per questo che abbiamo un trattamento diverso dagli altri – si domanda Mara Pardini – se noi non siamo stati giudicati a norma, vorrei che i funzionari Asl si facessero un giro nelle sedi delle altre pubbliche assistenze”. Le stesse che, pur non di prossimità, stanno operando da mesi tra Quezzi, San Fruttuoso e Marassi, con tempi preoccupantemente dilatati tra la chiamata al 112 e l’arrivo dell’ambulanza.

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