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Amiu-Iren, i lavoratori di Ula ai commercianti: “Restiamo uniti di fronte a questo ricatto”

Genova. Dovrebbe essere pronta la prossima settimana la nuova delibera sull’aggregazione Amiu-Iren Ambiente. La giunta è al lavoro nel preparare un documento che sia più possibile vicino all’accordo sindacale di luglio in modo da vincere le resistenze sindacali in particolari modo della Cisl e della Uil e di convincere i consiglieri di maggioranza che hanno votato no o si sono astenuti il 7 febbraio. Ma fra i contrari alla delibera c’erano anche i commercianti a cui oggi con una lettera aperta si sono rivolti i lavoratori di Amiu che fanno capo all’Ula. Ecco cosa chiedono

“Cari amici, in questi giorni, nel silenzio dei corridoi, il Sindaco Doria è alla ricerca di una nuova maggioranza posticcia in consiglio comunale per riproporre la delibera sull’aggregazione IREN-AMIU, bocciata dallo stesso consiglio comunale anche a seguito delle critiche e dell’opposizione dei lavoratori di AMIU, degli ambientalisti, degli iscritti alle vostre associazioni e di un pezzo della stessa maggioranza del sindaco. Il sindaco che 3 anni fa dichiarava che non avrebbe ritirato la famosa delibera sulle partecipate perché era stata ‘legittimamente approvata’, oggi si rifiuta di ritirare un provvedimento che è stato ‘legittimamente respinto’.

La nostra posizione di lavoratori, dipinta come ideologica e pregiudiziale, in realtà nasce dalla constatazione che la Giunta sta proponendo soluzioni tardive e inadeguate a scapito di noi che lavoriamo in AMIU, ma più in generale di un’azienda pubblica che svolge un servizio importante per la città e che potrebbe svolgerlo meglio se la politica controllasse e intervenisse correttamente. Vediamo un Comune subalterno nei confronti di IREN e pronto a scaricare i costi dei disastri fatti dalla politica (vedi l’immobilismo sulla discarica di Scarpino) su lavoratori e contribuenti. Il nostro no, pronunciato anche a costo di scontrarci con una parte del sindacato, è rivolto anche all’incertezza sugli investimenti a Genova, alla pretesa di spalmare i costi dovuti alla chiusura della discarica su 10 invece che su 30 anni (tutto a carico della TARI) e alla scarsa credibilità di un Comune che garantisce il controllo su IREN quando da quasi un anno non è capace di proteggere la città (e chi ha un negozio lo sa bene) dai continui allagamenti e dai rubinetti a secco.

Quando la delibera tornerà in consiglio comunale il sindaco e chi lo sostiene cercheranno di metterci gli uni contro gli altri: vogliono che noi li aiutiamo a sostenere aumenti della TARI ingiusti a danno degli esercizi dove magari andiamo a fare la spesa o a bere un caffè e a voi che li aiutate a portare avanti una campagna propagandistica contro i nostri ‘privilegi’ (1300 euro al mese, che in gran parte spendiamo nei vostri negozi), con la minaccia di aumentare la TARI ancor di più se la delibera non passa. Noi pensiamo che questa guerra tra poveri vada prevenuta e che se uniamo le forze contro una politica tanto più debole quanto più si avvicinano le elezioni possiamo fermarli. Per questo siamo disponibili a confrontarci e a trovare un modo per difenderci insieme da un vero e proprio ricatto rivolto a chi produce la ricchezza di questa città da parte di chi ha dimostrato di saperla solo sperperare a spese di tutti noi”.

ULA – Unione Lavoratori AMIU Genova