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Amiu – Iren, la ‘conta’ dei voti sfavorevole alla maggioranza: nuova bocciatura in vista?

Intanto per giovedì 30 è attesa la protesta dei lavoratori, ma il voto potrebbe arrivare venerdì

Genova. A tre giorni dal voto di una delibera – quella sull’aggregazione tra Amiu e Iren Ambiente – che in molti, non solo nella maggioranza, hanno definito “migliorata” rispetto a quella bocciata il 7 febbraio con 19 no, 14 sì e 6 astenuti, per la maggioranza i numeri sono ancora in bilico, nonostante quello che il “terrorismo politico e mediatico” (così lo definiscono i lavoratori e gli esponenti dell’opposizione) messo in atto in queste settimane dalla giunta. Ancora questa mattina il sindaco Doria in aula ha detto che senza l’aggregazione Amiu “andrà in liquidazione” e due giorni fa aveva ammonito da quello che aveva descritto come “uno scenario disastroso”.

I numeri
I 19 no di febbraio sembrano destinati a salire a 20: la consigliera della Lista Doria Marianna Pederzolli che aveva votato no dovrebbe mantenere il suo voto contrario a cui si aggiunge quello di Paolo Gozzi di Percorso Comune, che già si è espresso negativamente rispetto alla delibera ed è corteggiato politicamente da Effetto Genova per una mandato non in Comune ma in Municipio. Gli altri voti, tutti di opposizione non sono destinati a cambiare. Clizia Nicolella, anche lei di Lista Doria, manterrà probabilmente il suo no. Alle fila dei 14 sì (Pd, tre di lista Doria e Stefano Anzalone) si potrebbero aggiungere giovedì due consiglieri della Lista Musso (Vittoria Musso e Salemi, Enrico Musso sarà invece assente), Marianna Pederzolli appunto e forse Lucio Padovani, anche se quest’ultimo che fa parte di sinistra italiana contraria all’aggregazione difficilmente andrà oltre l’astensione come la volta scorsa. Stessa scelta obbligata per il consigliere di Possibile Giampaolo Malatesta a cui il suo partito non concederebbe di fare da stampella all’attuale maggioranza. I 14 potrebbero quindi diventare 17 con Pederzolli e i due consiglieri della lista Musso. Se Vassallo e Caratozzolo che si erano astenuti a febbraio optassero per il sì si arriverebbe a 19 contro 20 no.

Si vota giovedì o venerdì?
Questi calcoli valgono se si votasse giovedì, perché venerdì Enrico Musso (assente il 30 marzo) potrà tornare a far pesare il suo voto: e se anche il suo, come probabile, fosse un sì, tenendo ferme tutte le scelte di voto ipotizzate, i sì diventerebbero 20 a 20 ma anche in questo caso la delibera non passerebbe perché in caso di parità non viene approvata.

In tutto questo, se le cose si mettessero male, l’opposizione potrebbe anche giocare la carta dell’ostruzionismo presentanti una miriade di emendamenti ed ordini del giorno al punto da arrivare a oltre la mezzanotte del 31 marzo. E questo pone un altro problema visto che la legge impone che il bilancio previsionale sia approvato in giunta entro la mezzanotte del 31 marzo. Il che significa che tra giovedì e venerdì dovranno essere approvate sia la delibera amiu-iren che quella della Tari, in modo che un minuto dopo possa passare in giunta la proposta di legge sul biancio.

Le proteste
Giovedì, ma probabilmente anche venerdì, saranno giorni caldi a palazzo Tursi. A protestare saranno i lavoratori di Amiu grazie allo sciopero indetto dalla Cisl per l’intera giornata di giovedì 30 marzo ma anche probabilmente i commercianti a cui la nuova delibera sulla Tari non piace per niente. Anche oggi in consiglio comunale sono stati in molti a chiedere perché non si è fatto qualcosa prima visto che gli extracosti se fossero stati spalmati a partire dal 2015 sarebbero oggi meno pesanti. Questa sera i lavoratori sono stati convocati dalla giunta e alle 20 incontreranno invece i consiglieri comunali per chiedere loro di opporsi all’aggregazione. Domani pomeriggio sia i sindacati e commercianti saranno auditi in commissione.

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