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Amiu-Iren, Doria: “Aggregazione non è archiviata”. Senza fusione per il Bilancio “ci saranno altri 13 milioni in meno”

il sindaco: "Ciclo politico chiuso ma non mi dimetto. Come Prodi e Berlusconi abbandonato da pezzi della mia maggioranza"

Genova. “Il percorso aggregativo non è archiviato perché avrebbe consentito un aumento contenuto della Tari senza una sofferenza per Amiu e con la realizzazione di impianti a cui abbiamo collegato il contratto di servizio”. Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Doria in una conferenza stampa al termine del consiglio comunale che ha visto il ritiro della delibera sull’aggregazione Amiu-Iren. Doria ha ribadito che “avevamo individuato la soluzione per dare un futuro ad Amiu consentendole grazie a un partner di realizzare impianti di sua proprietà” che è stata bocciata con un “voto politico” a causa della campagna elettorale “dove fra l’altro alcuni consiglieri eletti grazie ai miei voti ora vanno a fare riunioni con il centro destra”.

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Non si dimette Doria e se ci fossero stati dubbi spiega perché: “Non ricandidandomi – ha detto Doria – avevo preso atto che non esistesse più una maggioranza politica, Avevo ritenuto che a tre mesi dal voto una gestione commissariale fosse nociva e ritengo che ora, due mesi dal voto serva continuità e l’amministrazione debba gestire questa fase di passaggio dal punto di vista tecnico a partire dalle questione aperte come i 110 milioni che arriveranno dal patto per Genova di cui gran parte dovranno essere gestiti dal Comune”.

Ma non sarà solo tecnica l’ultima fase (un paio di settimane) della giunta Doria prima della sospensione dell’attività politica che prevede la legge prima del voto visto che la delibera Amiu-Iren tornerà sul tavolo anche perché con la mancata approvazione della delibera, oltre ai 25 milioni che già Tursi avrebbe dovuto tirare fuori dal bilancio per Amiu (25 milioni) ne mancano dal delta della Tari (approvata con un aumento del 6,89% anziché del 18%) “almeno 13 milioni – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Italo Porcile – ma potrebbero essere di più”.  Soldi che dovranno essere tirati fuori da qualche voce del bilancio di Tursi a meno che il consiglio comunale tra due settimane non voti la delibera già bocciata per ben due volte.

E a proposito della fine del sua maggioranza (“un ciclo politico si è chiuso” ha detto Doria) il sindaco si è di fatto paragonato a Berlusconi e a Prodi: “Entrambi per due volte non sono riusciti a finire il loro percorso perché pezzi della loro maggioranza”.

A domanda di un giornalista Doria ha parlato anche dell’esposto del consigliere di Fds Antonio Bruno che ha portato all’apertura di un’indagine da parte della magistratura per abuso d’ufficio contro ignoti sulle procedure che hanno portato all’aggregazione: “Dell’esposto ho appreso dalla stampa, se fosse vero sarebbe molto grave perché è una strumentalizzazione per trasferire altrove un piano di confronto che è prettamente politico. Se ci fossero stati chiesti chiarimenti li avremmo dati come sempre”.