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Amiu-Iren, braccio di ferro tra giunta e consiglio sulla data del voto in aula della delibera

Pd e maggioranza chiedono più tempo: "Non conta quando, contano i numeri". Ma bisogna convincere il sindaco

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Genova. Se parlare di scontro appare eccessivo è evidente che in questi giorni tra la giunta Doria e la maggioranza in consiglio è in atto un vero e proprio braccio di ferro circa le tappe che dovrebbero portare, se ci saranno i voti, all’approvazione della delibera che sancisce la vendita del 49% di Amiu ad Iren Ambiente.

Dopo la bocciatura della delibera di indirizzo a inizio febbraio il percorso è rimasto in salita sia con i sindacati che ancora non sono stati convocati per vedere il testo sia con gli stessi consiglieri che la giunta sta cercando di convincere a votare sì (a febbraio furono solo 14 a dire sì contro 19 no e 6 astenuti) visto che nemmeno loro hanno visto alcun documento.

E il malumore non manca nella stessa maggioranza. Ieri il segretario del Pd Alessandro Terrile aveva detto chiaramente e oggi ha ribadito che “Sarebbe sbagliato portare in giunta un documento che non è stato prima condiviso quantomeno con i consiglieri di maggioranza”, e anche coloro che potrebbero votarla anche se di maggioranza non sono il testo ancora non lo hanno visto.

L’intenzione della giunta eppure, ancora questo pomeriggio, era quella di arriva in giunta con il testo giovedì e poi prevedere tre commissioni successive (venerdì mattina, lunedì e martedì mattina) per mettere ai voti il pomeriggio del 28. “Ma è impossibile – spiega un consigliere ci maggioranza – che senso ha portarla in aula se poi non ci sono i voti”. In tutto questo ci sarebbe in ballo ancora un incontro sul testo con la stessa Iren visto che all’interno dello stesso Pd qualcuno ha fatto sapere che la delibera, così com’è è troppo favorevole alla multiutility.

Questa sera ci sarà un ultimo tentativo di mediazione, in particolare con il sindaco Marco Doria e con l’assessore Miceli, entrambi preoccupati di non sforare le regole imposte per la legge di Bilancio che deve andare in giunta entro il 31 marzo e dovrebbe per forza di cose essere preceduta dalla delibera Amiu-Iren  e da quella si Tari e Tasi (che dipende dalla prima ed è indispensabile per il bilancio ). “Ma gli aggiustamenti di bilancio si possono sempre fare – ribatte un consigliere del Pd – non vedo tutto questo problema a fare le cose con calma su una delibera così delicata”.

Detto questo, se Doria deciderà di accettare i consigli che arrivano dai ‘suoi’ la delibera slitterà di una settimana e potrebbe essere votata il 4 aprile. Passerà? E’ da vedere quello che faranno i consiglieri dubbiosi: se è possibile che i tre consiglieri della lista Musso passino dall’astensione al sì, il voto contrario dovrebbe arrivare da Paolo Gozzi di Percorso comune che nella precedente delibera si era astenuto, praticamente certo il no confermato da Clizia Nicolella della Lista Doria mentre l’altra consigliera della stessa lista deciderà solo all’ultimo momento. Il voto si incrocia poi con le dinamiche elettorali che sono in fieri: chi non si alleerà con il Pd nelle coalizione a sostegno di Crivello, potrà dire serenamente no alla delibera. Probabile in questo senso il no di Gianpaolo Malatesta di Possibile che si era astenuto a febbraio. La delibera quindi, al momento, numeri certi in aula sembrerebbe non averli.