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Al via “DOS Reloaded” per l’innovazione digitale in Liguria

Genova. Si chiama “DOS Reloaded” ed è la nuova piattaforma di servizi digitali oggi disponibile grazie al know-how e e alle competenze messe in campo da Liguria Digitale, Università di Genova, TIM ed Olivetti. L’accordo, aperto alla partecipazione di altri partner interessati, mette insieme competenze, know-how e soluzioni complementari per comporre servizi digitali integrati in grado di incrementare la competitività del territorio ligure, partendo dalle rispettive esperienze in campo ICT a livello nazionale ed internazionale con caratteristiche complementari. I quattro partner firmatari dell’intesa hanno deciso di condividere i singoli ‘tasselli’ di conoscenze e di offerte con l’obiettivo di offrire al mercato un ampio ventaglio di competenze e un esteso portafoglio di soluzioni digitali complete, cosiddette ‘end to end’ che vanno dall’infrastruttura trasmissiva alla gestione e sviluppo degli applicativi e all’elaborazione dei dati.

Questo innovativo servizio consentirà di accompagnare Istituzioni ed imprese locali, nazionali e internazionali nel percorso di trasformazione digitale. Grazie a “DOS Reloaded” sarà possibile proporre e favorire l’adozione di soluzioni digitali negli ambiti della Cittadinanza e del Turismo Digitale, della Sanità, della Mobilità della Sicurezza Informatica, della Sostenibilità Ambientale, della Scuola e dell’Università Digitale, esportare la qualità dei servizi e delle conoscenze offerte sul territorio ligure e sperimentare i più moderni esempi di ‘digital life’. Grazie a “DOS Reloaded” infatti saranno disponibili servizi di archiviazione sostitutiva con valore legale (si pensi alle enormi quantità di dati prodotti dalla diagnostica per immagini in ambito sanitario), all’utilizzo delle architetture Cloud e per i Big Data, ai servizi di Business Continuity e di Cybersecurity per garantire la continuità operativa e la sicurezza di servizi ‘critici’. A questi servizi si aggiungono inoltre soluzioni che prevedono l’utilizzo delle tecnologie IoT e delle reti di sensori diffusi, per il monitoraggio del territorio, per la pianificazione del traffico automobilistico e dei servizi di mobilità o per il monitoraggio a distanza di parametri ambientali e biometrici tutto verso l’industria 4.0.

Un modello ‘pay per use’ alla base dell’offerta, che minimizza, fino ad azzerare, la necessità di investimenti, per consentire l’adozione anche da parte soggetti di piccole dimensioni o con limitate risorse da destinare all’innovazione.

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