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Un benefattore misterioso costruisce due passerelle sul sentiero dell’Acquedotto fotogallery

A scoprire la sorpresa i volontari dell'associazione che dal novembre 2015 si occupa di restaurare l'antico percorso sulle alture di Molassana

Genova. Anonimo e solitario. E’ il misterioso benefattore che qualche giorno fa ha lasciato una gradita sorpresa a chi frequenta e si occupa di curare il sentiero dell’Acquedotto storico di Genova. Da un giorno all’altro, infatti, tra la zona cosiddetta del “guado” e il ponte crollato, sul rio, sono comparse due passerelle di legno. Solide, ben realizzate, anche esteticamente gradevoli. Siamo sopra Molassana, in Valbisagno, lungo il percorso inaugurato la scorsa primavera dopo l’attività di restauro da parte dei “Fans dell’acquedotto storico”.

“Non sappiamo chi sia stato – dice Giovanni Zai, uno dei fondatori del gruppo – anche se abbiamo provato a fare delle ipotesi. Non è la prima volta che troviamo sul sentiero degli interventi di miglioramento eseguiti da qualcuno che non ha interesse a prendersene il merito. Magari si tratta della rimozione di alberi caduti, della pulizia di sterpaglie. Ad ogni modo, siamo grati a questa persona“.

L’associazione di volontari, che nell’ultimo anno è cresciuta fino a oltre una ventina di componenti, si dà appuntamento ogni sabato mattina alle 8 presso la Torrefazione davanti ai Carabinieri di Molassana. Da novembre 2015. Armati di falcetti, pale e buona volontà, finora hanno rimesso in sesto due chilometri e mezzo di sentiero chiamato “il tratto del presidente” e che collega la “casetta dei filtri” del Ponte Sifone sul Geirato fino al borgo di Carpi. “Ora stiamo lavorando al prossimo tratto – spiega Zai – da San Giacomo a Pino Sottano, in modo da concludere l’anello”.

amici dell'acquedotto storico

Per completare l’opera l’associazione avrebbe voluto utilizzare il dismesso “Bruco” di Corte Lambruschini come ponte sul rio Gaxi, ma la situazione del dissesto idrogeologico non ha reso percorribile quest’idea. “Puntiamo ad altre soluzioni – afferma il presidente dell’associazione – stiamo studiando”. Intanto durante i primi lavori al nuovo tratto, appena una settimana fa, sono state scoperte alcune nuove strutture: delle gallerie utilizzate forse in passato come filtri più recenti rispetto a quelli secenteschi. “Contiamo di arrivarci e pulirle nelle prossime settimane – dice Giovanni Zai – più saremo e meglio sarà, i volontari sono aumentati, anche grazie al Cai, ma speriamo di coinvolgere sempre più cittadini”.