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A tu per tu con Pierluigi Sigona, attaccante del Certosa risultati foto

Prima della chiamata di mister Carletti al Certosa, ha fatto goal per Sestrese, Vallesturla, Cogoleto (17 e granata che salgono in Eccellenza) Campomorone e Bragno

Genova. Nel calcio di oggi avere attaccanti, tecnicamente dotati, che sappiano creare superiorità numerica e giocare su tutta l’ampiezza del fronte offensivo, attaccando gli spazi o giocando tra le linee, sempre “fiutando” la porta come un segugio, è di fondamentale importanza.

Pierluigi Sigona, classe ’88, attaccante di razza del Certosa, racchiude in sé tutte queste qualità… ecco perché le squadre, in cui ha giocato, hanno sempre ottenuto risultati importanti.

Sigona, ha iniziato la carriera calcistica nelle giovanili del Don Bosco Sampierdarena, delegazione nella quale vive, prima di passare nel Genoa, dove è rimasto quattro anni.

Ha poi esordito, in prima squadra, con la Sestrese, lanciato da Beppe Maisano…

“Ottimo allenatore e grande persona… mi ha insegnato molto e gliene sarò sempre grato”.

A Sestri ho vissuto gli anni migliori della mia vita calcistica… far parte di una società, come quella verde-stellata, al fianco di giocatori come Alessio Ramenghi, è un qualcosa che va oltre l’indossare una maglia”.

Gli anni successivi lo vedono giocare nel Vallesturla e nel Cogoleto, dove ‘el tanque’ Michele Rossi ci dice di lui: “Negli anni passati con noi, è stato – al pari di Lollo Anselmo, Canciani, Monaco e Gaspariuno dei più forti, che abbiano mai calcato il terreno del Giovanni Maggio. Pierluigi è fortissimo, nell’anno di mister Pirovano, ha segnato 17 goal, che hanno contribuito a farci salire in Eccellenza. All’interno del nostro attuale gruppo, c’è grande sentimento di stima e amicizia nei suoi confronti”.

Ringrazio Michele – ribatte Sigona – mi sono trovato bene nella società granata e non nego che mi piacerebbe tornare, un giorno, a giocare ancora con loro”.

Dopo Cogoleto, Sigona ha militato nel Campomorone, seguendo mister Pirovano (grande mister, ci dice il bomber) e nel Bragno: “Bello l’ambiente della Val Bormida”, mentre da quest’anno gioca nel Certosa, formando con Carrubba, un tandem d’attacco di valore.

“Ho risposto ben volentieri ad una chiamata di mister Carletti… negli ultimi due anni ho avuto una serie di infortuni, che mi hanno penalizzato ed avevo voglia di rimettermi in gioco, in una società, in cui si vive come in famiglia, senza eccessive pressioni”.

Siete nella parte sinistra della classifica…

Stiamo disputando un ottimo campionato, dopo la salvezza dello scorso anno, la squadra e la società si sono consolidate all’interno di un torneo competitivo come la Promozione, ma bisognerà non abbassare la guardia, da qui alla fine”.

Se non sbaglio siete imbattuti nel 2017?

“Esatto… nei primi cinque incontri, disputati nel nuovo anno, non abbiamo mai perso, vincendo due volte e pareggiando in tre occasioni e il nostro portiere Simone Nucci è imbattuto da 450 minuti”.

Per finire, cosa ti piace di questo mondo calcistico?

Far parte di uno spogliatoio unito, granitico, in cui si apprezzi il valore delle persone che lo animano, l’odore del campo, il preparare le partite, gli allenamenti dove misuri quotidianamente le tue qualità, la partita della domenica… sono momenti di vita che mi appartengono e dei quali non posso e non voglio fare a meno”.

Bobby Charlton, mitico centravanti del Manchester United e campione del mondo con la nazionale inglese nel 1966, parlando di calcio, la pensava così: “Qualcuno ha detto che i calciatori sono schiavi del calcio stesso, ma se questa è schiavitù, condannatemi a vita”.