A tu per tu con Carlo Schelotto, presidente dello Sciarborasca - Genova 24
Prima categoria c

A tu per tu con Carlo Schelotto, presidente dello Sciarborascarisultati

La squadra gialloblù, nel giro di pochi anni, è salita dalla Terza alla Prima Categoria, stazionando in zona play off

Cogoleto. Il coraggio, la perseveranza, la tenacia sono qualità di fronte alle quali le difficoltà scompaiono e gli ostacoli possono essere superati.

Lo Sciarborasca, matricola “in erba” del campionato di Prima Categoria C, ha colpito ancora e le fiondate dei novelli ‘Davide’ (Aiello e Galasso) hanno steso ‘Golia’ (la blasonata Arenzano).

Non è stata solo una prestigiosa vittoria, ma il successo di una filosofia societaria, che ha saputo – nel giro di pochi anni – senza avere alle spalle aiuti economici di spessore, salire dalla Terza alla Prima Categoria e stazionare, adesso, in piena zona play off.

Un progetto, un’ idea sportiva seria, genuina, portata avanti, con competenza e passione, dal
presidente Carlo Schelotto, che sta raccogliendo i frutti di un lavoro svolto con un’ intelligenza alacre.

La mia soddisfazione è quella del gruppo” – ci dice il tifoso numero numero uno – “Tanti, fra i ragazzi scesi in campo nel derby con l’Arenzano, erano con noi sui campi della Terza Categoria… in questi anni sono migliorati come giocatori, ma soprattutto sono entrati nello spirito della nostra società… e questo è il miglior risultato”.

Lo sport, come altri settori della vita quotidiana, risente del difficile momento economico… lo Sciarborasca non ha alle spalle risorse importanti e tanto meno un settore giovanile cui attingere, come gestisci questa situazione?

“La bontà delle nostre idee sportive, l’appeal di una società sana, la radicalizzazione nel territorio… sono questi i tre fattori che hanno favorito l’avvicinarsi di tanti piccoli sponsor, che – sin dal primo anno – ci hanno fornito un aiuto fondamentale… il resto lo fa il lavoro volontario dei dirigenti, che – a partire dalla signora Villa – si prodigano, affinché i giocatori pensino esclusivamente a divertirsi, giocando a calcio. Insomma, nel nostro piccolo, cerchiamo, con una presenza costante ad allenamenti e partite, di non far mancare niente ai ragazzi. Ma soprattutto spingiamo sul tasto dell’amalgama, organizzando spesso “terzi tempi”, che cementino il gruppo”.

Quanto è importante la figura di mister Berogno?

“E’ il tecnico del doppio salto di categoria… e questo, di per sé, dà il valore del mister. In questi anni, ha dato alla squadra un’ identità di gioco, curando molto i rapporti all’ interno dello spogliatoio. E’ un punto fermo, anche nel futuro”.

Ritieni che questa fase storica dello Sciarborasca sia arrivata al massimo delle potenzialità, oppure pensi che ci siano ancora interessanti prospettive?

“Chi si ferma è perduto… – afferma Schelottol’ambizione e la volontà di provare a centrare nuovi traguardi, devono essere la nostra molla per andare avanti”.

Già… lo diceva anche Martin Luther King, che non c’è necessità di vedere l’intera scalinata, ma che bisogna semplicemente salire il primo gradino.

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