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Tari, stangata alle porte per commercianti e cittadini: “Così si uccide Genova”

Dopo la bocciatura della delibera di aggregazione tra Amiu e Iren, il sindaco ha annunciato rincari sulla Tari

Genova. “Così si uccidono il commercio e la città”. Reazione forte dei commercianti genovesi dopo che il sindaco Marco Doria, a seguito della bocciatura della delibera di aggregazione tra Amiu e Iren, ha annunciato pesanti aumenti sulla Tari per evitare il dissestto di Amiu. A Parlare è Alessandro Cavo, vicepresidente vicario di Ascom Genova.

La preoccupazione maggiore dei commercianti, nel caso la delibera fosse stata approvata, sarebbe stata l’ipotizzata riduzione da 30 a 10 anni del recupero degli extra costi per la bonifica di Scarpino e del trasporto dei rifiuti extra Liguria, aspetto contenuto nel piano industriale ideato da Iren legato al matrimonio con Amiu.

“Se con la bocciatura della delibera possiamo sperare su aumenti più spalmati nel tempo, sapevamo comunque che la situazione sarebbe stata disastrosa e insostenibile per il tessuto commerciale della città, che sta diventando sempre più sterile, visto che aprire una nuova attività è ormai quasi impossibile”, spiega Cavo.

Parlando di numeri, in media un ristorante genovese paga già 40 euro di Tari al metro quadrato. “In una città che diventa sempre più turistica, i locali dovrebbero ampliarsi per migliorare l’accoglienza, mentre accade proprio il contrario”, prosegue il vicepresidente.

E da questi aumenti non saranno immuni nemmeno i cittadini. “Se Genova ha bisogno di più residenti per avere nuova linfa vitale, queste scelte non sono certamente le migliori per attirare persone – conclude Cavo – di questo passo la città rischia di finire in un vero e proprio baratro”.

Posizione non diversa quella di Confesercenti. “Un problema gravissimo per la cui risoluzione ci stiamo battendo da ormai molto tempo e che purtroppo non riguarda solo noi, ma anche le famiglie”, commenta la presidente Patrizia De Luise.

Per Andrea Dameri, direttore di Confesercenti Genova, queste affermazioni del sindaco Doria sono quantomeno premature. “E anche fuori luogo, visto che il Comune vuole approvare il bilancio entro il 31 marzo e una partita importante al suo interno sarà proprio quella della Tari – dichiara – Penso che sia quindi fondamentale sederci ad un tavolo e e discuterne, anche alla luce di quanto emerso ieri in consiglio comunale”.