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Sciopero telecomunicazioni, Pastorino (Rete a Sinistra): “Anche noi in piazza contro politiche dissennate” fotogallery

Genova. Rete a Sinistra ha aderito allo sciopero nazionale dei lavoratori delle telecomunicazioni. Questa mattina il consigliere regionale Gianni Pastorino si è unito al presidio sotto la sede genovese di Confindustria per denunciare il mancato rinnovo del contratto nazionale e dissennate politiche aziendali che producono licenziamenti e nessun investimento in innovazione.

“Il contratto nazionale è bloccato da ottobre 2014. Doveroso chiederne il rinnovo perché stiamo parlando di lavoratori che non vedono aumenti contrattuali da ben 28 mesi – spiega Pastorino -. A questo si aggiungono 2 fatti molto gravi: il primo è l’arroganza unilaterale di alcune aziende; come Telecom, che disdice i contratti integrativi senza sentire le controparti, quindi di fatto intervenendo ulteriormente sugli stipendi e riducendo o azzerando quella parte di salario accessorio che costituisce un aspetto importante di flessibilità nell’organizzazione del lavoro. Il secondo aspetto grave sono le politiche dissennate portate avanti da alcune aziende, particolarmente aggressive sul mercato come Ericsson e H3G/Wind, che spingono sui licenziamenti o sui trasferimenti di sede, con il conseguente depauperamento del tessuto occupazionale ligure”.

“La politica non può essere neutra. Dobbiamo ricordare che stiamo parlando di Telecom, azienda pubblica, fino a poco tempo fa, ma anche di aziende come Ericsson o altre multinazionali che prendono soldi dallo Stato per investimenti sul territorio più o meno veritieri –prosegue  -. La politica non può essere inerte di fronte al mancato rinnovo dei contratti nazionali o al taglio degli integrativi; come non può essere passiva di fronte a Ericsson, che proprio in questi giorni espelle altri 41 lavoratori genovesi dal settore produttivo, appellandosi a modifiche organizzative mai concertate con chicchessia”.

“Uno sciopero importante, in cui non potevamo far mancare la nostra presenza. Non si può fare una politica di redistribuzione del reddito se non si firmano i contratti nazionali di categorie come quella delle telecomunicazioni – conclude Pastorino -. Le aziende devono tornare a investire, sia dal punto di vista tecnologico sia sul proprio personale; cessino le politiche di contenimento dei costi che si basano sul taglio degli stipendi e sulla riduzione di personale. È questa la grande scommessa delle organizzazioni sindacali; questa la grande speranza dei lavoratori che questa mattina scioperano”.

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