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Quartiere Diamante: c’è il poliambulatorio, ma i medici restano a valle

Aperto nel 2008, la sua attività non è mai decollata: ora i comitati di quartiere lanciano una raccolta firme

Genova. Una raccolta firme per rilanciare il poliambulatorio del quartiere Diamante, in Valpolcevera. L’ha lanciata, in questi giorni, il comitato Linneo, Begato & Dintorni insieme alla farmacia “Al Diamante” di via Sbarbaro, la stessa via dove si trova il poliambulatorio inaugurato nel 2008 ma la cui attività non è mai decollata.

La struttura è operativa soltanto un paio di giorni alla settimana per alcune prestazioni di carattere infermieristico, ma i cittadini della zona – il bacino è di oltre 3000 persone – avrebbero sempre voluto che medici di famiglia e specialisti si insediassero in quegli studi.

Nel quartiere si percepiscono molte carenze – sicurezza, trasporti, servizi, esercizi commerciali – ma anche una grande potenzialità non sfruttata: il poliambulatorio di via Sbarbaro. La presenza di un presidio sanitario in una zona abitata da molti anziani, che faticano a spostarsi, è fondamentale. Inoltre nonostante l’aumento di famiglie e bambini non esiste alcun pediatra con uno studio nelle vicinanze.

La raccolta firme lanciata a Begato ha l’obbiettivo di chiedere alla Regione Liguria e al Comune di Genova di intervenire per sensibilizzare i medici di Medicina generale a ricevere i propri pazienti nella struttura di via Sbarbaro 35A e garantire così una piena funzionalità dell’ambulatorio stesso. “Questo anche per dare un senso all’investimento di fondi pubblici che finora ha portato soltanto all’edificazione di una cattedrale nel deserto” dicono dal comitato.