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Dopo samp-cagliari

Quagliarella commosso: gol e fine di un incubo fotogallery risultati

Sampdoria Vs Cagliari Serie A

Genova. È scoppiato in lacrime tra primo e secondo tempo Fabio Quagliarella. Il gol del pareggio con il Cagliari è arrivato in un momento molto importante della sua vita: a pochi giorni dalla condanna a quattro anni e otto mesi di Raffaele Piccolo, l’ex poliziotto della postale che da “amico” era diventato uno stalker con minacce a lui, alla fidanzata dell’epoca, alla famiglia e, addirittura, autore delle lettere anonime al Napoli che descrivevano l’attaccante come un camorrista e un pedofilo.

“Mi sono tolto un peso enorme – dice – per anni ho vissuto male: accuse di droga, calcio scommesse, minacce di morte, quando non puoi parlare e dire la tua, mentre tutti parlano, perché ci sono indagini in corso è comunque durissima”. Svelata la probabile causa della cessione dal Napoli alla Juventus: “Ero a casa mia, stavo da dio e invece sono dovuto andar via”, aggiunge. Si commuove nuovamente nel dopo partita, mentre parla e sottolinea che ognuno ha il diritto di vivere un’esistenza libera e serena al di fuori del posto di lavoro. Marco Giampaolo evidenzia la professionalità del giocatore: “Lui non ha mai fatto pesare questa situazione, l’ho sentito molto sollevato. Sono contento che oggi abbia fatto gol e che sia stato un fine settimana felice”.

Tornando alla partita, il mister analizza cosa non è andato, ma anche la bravura dei giocatori a tenere botta in un match che si era incanalato in un modo non previsto: “Non siamo stati pulitissimi tecnicamente, abbiamo pagato in fisicità e chili, l’avversario ha una struttura fisica diversa, ma nonostante la differenza, siamo stati bravi a stare dentro alla partita”. Il Cagliari ha dominato nel gioco aereo in ogni reparto, ma per Giampaolo il vero nemico della Samp è il terreno di gioco del Ferraris: “Va assolutamente migliorato, altrimenti qui si giocano partite di rugby, noi dobbiamo giocare partite tecniche e non fisiche, sono le nostre caratteristiche”.

Quando sbaglia qualcosa tatticamente, la squadra si allunga e paga dazio, Fernandes aveva troppo traffico intorno e si era innervosito: “L’ho sostituito perché aveva già preso il cartellino e temevo potesse essere espulso”.